Per chi compila la dichiarazione dei redditi tramite il modello 730 e sceglie l’INPS come sostituto d’imposta, il rimborso IRPEF non è immediato.
Le tempistiche sono influenzate da vari fattori tecnici, come la trasmissione dei dati dall’Agenzia delle Entrate e l’elaborazione del conguaglio da parte dell’ente previdenziale. Di conseguenza, non tutti i contribuenti ricevono il rimborso nello stesso momento.
Il meccanismo è semplice, ma complesso: quando si verifica un credito fiscale, l’importo viene rimborsato direttamente sulla pensione o su alcune prestazioni tassabili. Tuttavia, l’erogazione avviene solo dopo la ricezione del prospetto riepilogativo della dichiarazione e con il primo cedolino disponibile.
In generale, il rimborso tende a essere accreditato dal secondo mese successivo alla ricezione dei dati fiscali da parte dell’INPS. Di conseguenza, i tempi effettivi possono variare considerevolmente in base alla data di invio della dichiarazione.
Tempistiche del rimborso 730 nel 2026
Il calendario dei pagamenti segue un andamento progressivo. Chi presenta il 730 nei primi mesi dell’anno può ricevere il rimborso già durante l’estate, mentre chi invia la dichiarazione più tardi deve aspettare di più.
730, alcuni ricevono il rimborso subito, altri no – Webnews.it
Indicativamente:
- le dichiarazioni inviate entro la fine di maggio portano frequentemente a rimborsi verso agosto;
- quelle trasmesse tra giugno e inizio luglio possono essere liquidate tra settembre e ottobre;
- gli invii più tardivi, fino a fine agosto, spostano il pagamento anche a novembre.
Si tratta comunque di stime orientative, poiché la tempistica finale dipende dalla lavorazione del modello e dalla gestione dei dati da parte dell’INPS.
Chi riceve il rimborso direttamente dall’INPS
Il rimborso non è automatico per tutti. L’INPS può agire come sostituto d’imposta solo se il contribuente riceve nel 2026 una prestazione imponibile, come ad esempio pensione, NASpI o altre indennità soggette a IRPEF.
Le prestazioni non tassate, come alcune misure assistenziali, non permettono il conguaglio; in questi casi, il rimborso viene gestito direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Motivi per cui alcuni rimborsi arrivano in ritardo
Ritardi non sono rari e possono dipendere da diverse circostanze. Tra le più comuni ci sono la mancanza di disponibilità della prestazione su cui effettuare il conguaglio, la cessazione del rapporto previdenziale e problemi tecnici nella trasmissione dei dati.
Un ulteriore elemento che influisce è la data di invio del modello: chi presenta il 730 vicino alla scadenza può vedere il rimborso procrastinato di diversi mesi, poiché i tempi di elaborazione si accorciano.
Se non si indica l’INPS come sostituto d’imposta, il credito fiscale non viene accreditato sulla pensione o sulla prestazione. In questo caso, a gestire il pagamento è l’Agenzia delle Entrate, che richiede generalmente più tempo rispetto al canale previdenziale.
Il rimborso del 730 non ha una data universale. Le tempistiche variano in base all’invio, alla gestione amministrativa e alla tipologia di reddito. Per questo motivo, alcuni contribuenti ricevono l’accredito in estate, mentre altri devono attendere fino all’autunno o oltre.
