Riparte "Mediterraneo da Remare": Al via la quindicesima edizione!

Riparte “Mediterraneo da Remare”: Al via la quindicesima edizione!

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La sua enormità e la persistenza dei rifiuti rappresentano un grave motivo di preoccupazione. Infatti, la maggior parte della plastica si frantuma in pezzi sempre più piccoli, portando a una sorprendente presenza di 64 milioni di microplastiche per chilometro quadrato nel Mare Nostrum. Ogni anno, oltre 100.000 tonnellate di reti e attrezzi da pesca vengono abbandonati, aggravando ulteriormente i danni ai fondali marini.

Per aumentare la consapevolezza contro qualsiasi forma di inquinamento dei mari e dei corpi idrici, e per promuovere sforzi collaborativi tra Istituzioni, organizzazioni ambientaliste e aziende, riparte Mediterraneo da remare #NoLitter e #PlasticFree, la campagna lanciata dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Fondazione Marevivo, con la partecipazione del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e il patrocinio di UNEP/MAP – Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente / Piano d’Azione per il Mediterraneo, in sinergia con la Federazione Italiana Canoa e Kayak e Almaviva come partner della campagna.

La XV edizione è stata inaugurata oggi a Roma presso l’hotel The Hive, un evento che si unisce ai festeggiamenti del 50° anniversario di UNEP/MAP, il Piano d’Azione per il Mediterraneo promosso dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, al quale la Fondazione UniVerde e la Fondazione Marevivo sono affiliati. Questo anniversario è particolarmente significativo, poiché coincide con il 30° anniversario dalla Convenzione di Barcellona post-Rio. La campagna MDR 2025 è supportata dai partner ICO – Gruppo Sphere Italia, Seas Geosciences, Castalia e Marnavi, assieme ai partner tecnici Lega Navale Italiana – Sezione Lido di Ostia e Tevere Day.

Ad aprire i lavori è stato Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, il quale ha affermato: “Affrontare questa crisi ambientale necessita di un approccio che unisca normative chiare, innovazione tecnologica, ricerca scientifica e un radicale cambiamento delle nostre abitudini di consumo – ha dichiarato. – È allarmante che recenti studi abbiano trovate microplastiche nella placenta umana e che l’ingestione attraverso alimenti contaminati possa innescare lo sviluppo di tumori. È necessario invertire questa tendenza prima che i danni diventino irreversibili, e la tecnologia, in particolare quella italiana, ci sostiene, comprese le misure di monitoraggio e controllo spaziali. Ci sono aziende che producono contenitori riutilizzabili di alta qualità o borracce termiche, per sostituire le infinite quantità di bottiglie di plastica monouso e l’applicazione dell’ingegneria sottomarina per le strutture eoliche offshore che rispettano gli ecosistemi marini senza necessità di trivellazione del fondale, basta l’ormeggio”.

“Dalle barriere galleggianti per la raccolta dei rifiuti nei fiumi ai dissalatori mobili marini che disperdono la salamoia durante la navigazione, evitando così un incremento di impianti fissi impattanti, queste sono solo alcune delle risposte valide per la tutela del mare e della costa”, ha continuato. “Le soluzioni per la salute dei nostri mari, della biodiversità e della nostra specie umana partono dalla terraferma, attraverso una riprogettazione sana della produzione e del consumo, ponendo fine alla dipendenza dagli articoli monouso e promuovendo pratiche virtuose dell’economia circolare.” Carmen Di Penta,Direttore Generale della Fondazione Marevivo, ha aggiunto: “Stiamo distruggendo un patrimonio inestimabile senza nemmeno conoscerlo. Oltre l’80% del fondo marino e il 98% di quello abissale non sono stati esplorati, ma vengono comunque minacciati. È quindi cruciale e urgente promuovere la conoscenza a tutti i livelli, poiché senza una trasformazione culturale non potremo affrontare questa sfida che unisce sviluppo economico e tutela ambientale.”

Andrea Abodi (Ministro per lo Sport e i Giovani): “L’acqua è essenziale per la vita, e lo sport può essere un veicolo per promuovere iniziative come quelle che sosteniamo per mantenere vivo il mare. Eventi di grande portata, come l’America’s Cup, possono contribuire a diffondere una relazione virtuosa e positiva con il mare. È anche fondamentale l’aspetto educativo, a partire dalla scuola, per questo abbiamo associato sport e iniziative volte al benessere e all’educazione civica per i giovani.” L’ammiraglio Sergio Liardo, Vice Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ha affermato: “Mediterraneo da remare, una campagna promossa da Fondazione UniVerde e Fondazione Marevivo, è intrinsecamente legata al nostro operato di Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, poiché gli obiettivi della campagna sono i nostri stessi obiettivi. Il progetto si propone di combattere tutte le forme di inquinamento marino, con particolare attenzione all’inquinamento da plastica. Ci impegniamo quotidianamente in attività operative e preventive, ma la campagna va oltre il semplice contrasto all’inquinamento, spingendo alla riscoperta della bellezza del nostro patrimonio naturale. Il messaggio di Mediterraneo da remare è chiaro: incentiviamo l’uso di natanti ecologici, dimostrando che viaggiare in sintonia con l’ambiente è la vera scoperta. Il nostro impegno nella campagna è fatto di azioni operative, ma anche di sensibilizzazione ed educazione.”

“Siamo convinti” – ha concluso – “che solo attraverso un’azione congiunta tra istituzioni, sportivi, giovani e la comunità, possiamo sperare di preservare il nostro Mediterraneo per le generazioni future.” Alberto Tripi, Presidente di Almaviva, ha spiegato che “l’acqua è una risorsa preziosa, fondamentale per la vita, e deve essere tutelata come diritto universale. In Almaviva siamo impegnati a supportare aziende e istituzioni nella gestione sostenibile delle risorse idriche, utilizzando soluzioni digitali per ottimizzare i sistemi e promuovere un uso responsabile. Partecipiamo a iniziative per proteggere il mare e i fiumi dalla plastica.”

Fodé Seck (Ambasciatore al Ministero degli Affari Esteri del Senegal e Amministratore Generale della Foundation “Mame Mor Anta Saly pour le développement”) ha presentato un progetto innovativo per ridurre l’inquinamento da plastica nella baia di Hann a Dakar, una delle più belle del mondo, purtroppo gravemente danneggiata da rifiuti plastici e scarichi industriali: “500.000 abitanti delle 8 comunità costiere saranno sensibilizzati sull’importanza di ridurre la plastica e proteggere gli ecosistemi marini; 15 associazioni locali beneficeranno di un potenziamento delle competenze nella gestione dei rifiuti, e altre 5 riceveranno supporto tecnico e finanziario per azioni autonome; inoltre, 300 residenti nei 3 siti pilota selezionati acquisiranno competenze operative per migliorare controlli, riciclo e sensibilizzazione.”

Successivamente, Ilaria Venturini Fendi (Designer di moda sostenibile] è intervenuta in videomessaggio, affermando: “La moda è parte integrante della nostra identità. È essenziale sensibilizzare la collettività affinché sia più consapevole e rispettosa, e necessitiamo di leggi rigorose per regolamentare il settore. Il fast fashion utilizza fibre sintetiche e, purtroppo, la qualità di questi capi spesso non risponde a standard di sicurezza. Dal 2006, ho fondato Carmina campus, un brand di moda ecosostenibile che utilizza materiali riciclati e scarti, contribuendo a ridurre lo spreco delle risorse.”

Bruno Mascarenhas (Campione olimpico di canottaggio e Testimonial della campagna #MediterraneoDaRemare) ha ribadito come l’educazione sportiva nella natura debba essere accompagnata da quella ambientale, incentivando i giovani a praticare sport acquatici rispettando gli ecosistemi. Gennaro Cirillo (Delegato della Federazione Italiana Canoa e Kayak – FICK alla campagna Mediterraneo da remare) ha sottolineato: “La nostra federazione è lieta di essere partner della campagna. Dal 20 al 24 agosto, a Milano, si svolgerà il primo Campionato del Mondo di Canoa, il primo evento internazionale all’insegna della sostenibilità.”

Infine, sono state presentate le best practice per la tutela del mare. Mario Gianfelici (Amministratore Delegato di ICO, Gruppo Sphere Italia) ha affermato: “Ci teniamo a sostenere iniziative come Mediterraneo da remare, per sensibilizzare la collettività alla tutela del mare e promuovere un turismo sostenibile. Il mare è essenziale alla nostra vita, e copre il 70% della Terra. Ci auguriamo che la battaglia sostenuta da Fondazione UniVerde e Fondazione Marevivo continui a crescere nella forza e nell’impatto. Siamo pronti a dare il nostro contributo.” Paolo Casciotti (Presidente di Seas Geosciences), in un messaggio letto dal Presidente della Fondazione UniVerde, ha evidenziato:

Stefano Casu (CIO di Castalia):“Le microplastiche rappresentano una grave minaccia per la salute dei nostri mari. L’80% della plastica in mare proviene dai fiumi, specialmente quelli in aree urbane. Per affrontare l’emergenza, abbiamo implementato barriere galleggianti per raccogliere i rifiuti prima che raggiungano il mare. Abbiamo anche avviato progetti di recupero dei fondali, come GhostNets, monitorando oltre 400.000 m² e recuperato quasi 6 tonnellate di attrezzi da pesca abbandonati.”

Francesco Aliberti (ex Professore presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Consulente di Marnavi):“Il Mediterraneo, ricco di biodiversità, è minacciato dall’urbanizzazione e dissalazione. I rischi legati alla salute dell’acqua dissalata e all’impatto ambientale della salamoia richiedono interventi di prevenzione. L’uso di navi dissalatrici in movimento è un’impresa innovativa. Non influiscono negativamente sull’ambiente e sostituiscono impianti statici in aree fragili, ma la legge attuale è sfavorevole poiché ha eliminato la necessità di valutazione dell’impatto ambientale per le piccole unità.”

– foto ufficio stampa UniVerde –

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