Firenze: Donne, dagli spazi per bambini nei centri di donazione al linguaggio inclusivo

Firenze: Donne, dagli spazi per bambini nei centri di donazione al linguaggio inclusivo

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        <img src="https://www.okfirenze.com/Upload/Images/14-04-2025/cr_fe3f0b_Claudia_Firenze_assemblea.webp" title="La presentazione" alt="La presentazione" class="img-responsive margin-bt-10">
        <span class="post-media_title pmd_vis_focus">   La presentazione ©  Avis Toscana</span>
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    <p class="has-drop-cap">Spazi dedicati ai bambini nei centri di raccolta sangue, linguaggio inclusivo, riconoscimento delle differenze fisiologiche nella donazione e l'eliminazione di commenti sessisti. Questi sono alcuni dei suggerimenti per prevenire le discriminazioni e favorire associazioni realmente inclusive, inclusi nella proposta del<em> "Manifesto sulla Parità di Genere nel Terzo Settore Toscano",</em> presentato durante l’Assemblea Organizzativa di Avis Toscana, che si è tenuta nel fine settimana scorso a Chianciano Terme.</p>
    <p>La proposta, illustrata dalla <strong>presidente di Avis Toscana, Claudia Firenze</strong>, insieme a Elena Pampana del Forum Terzo Settore della Toscana e Marco Mini di Cesvot, nasce dalla volontà di superare stereotipi e disuguaglianze ancora presenti nella società e nelle organizzazioni del Terzo Settore. <br>Tra i principi fondamentali sono stati evidenziati sette suggerimenti:<br> 
    Evitare commenti sessisti – Eliminare riferimenti inappropriati all’aspetto fisico, all’età o al ciclo mestruale, per garantire un ambiente rispettoso per tutti.<br>
    Usare nome, cognome e ruolo per entrambe le parti – Superare il cosiddetto “cuginismo”, cioè la tendenza a presentare gli uomini con titoli e qualifiche, mentre le donne solo con il nome di battesimo.<br>
    Adottare il femminile per le professioni – Riconoscere e valorizzare il ruolo delle donne attraverso un linguaggio inclusivo, assicurando pari dignità nell’ambito lavorativo e associativo.<br>
    Garantire una rappresentanza equilibrata – Assicurare che nei convegni e nelle tavole rotonde, ogni identità di genere sia rappresentata adeguatamente, con un equilibrio minimo di almeno 1/3 - 2/3.<br>
    Considerare il criterio di genere nelle nomine – Oltre ai criteri classici di competenza e territorialità, introdurre un'attenzione specifica alla rappresentanza di genere nelle decisioni dirigenziali.<br>
    Riconoscere le differenze fisiologiche nella donazione – Promuovere soluzioni mirate alle esigenze delle donatrici, come spazi per bambini nei centri di raccolta, priorità di prenotazione per donne con figli e campagne di sensibilizzazione dedicate.<br>
    Evitare pregiudizi sulla competenza – Combattere la percezione secondo cui la competenza di un uomo sia data per scontata, mentre una donna deve sempre dimostrare la propria preparazione.</p>
    <p><em>“In Avis Toscana</em> – ha affermato la<strong> presidente Claudia Firenze</strong> – <em>crediamo fermamente che la diversità di genere rappresenti una risorsa e che un’associazione come la nostra debba promuovere un cambiamento culturale, anche nel terzo settore: il mondo del volontariato è animato da moltissime donne, ma raramente occupano posizioni di vertice. Il Manifesto sulla Parità di Genere è uno strumento per sensibilizzare e attuare azioni concrete che favoriscano un ambiente realmente inclusivo e rispettoso delle differenze”.</em></p>
    <p>Un aspetto particolarmente importante emerso durante l’assemblea ha riguardato il ruolo delle donne nella donazione di sangue e plasma. I dati aggiornati al 2024 dimostrano che la componente femminile è maggioritaria tra i giovani donatori: il 54% dei soci donatori Avis Toscana nella fascia 18-25 anni è composto da donne. Su un totale di 68.312 donatori attivi, 7.383 sono nuovi iscritti, confermando un forte apporto delle giovani generazioni, in particolare femminili.</p>
    <p><em>“Avis Toscana si impegna a creare condizioni che facilitino la donazione per tutti e tutte”</em> – ha aggiunto Firenze –.<em> La medicina di genere evidenzia che uomini e donne presentano caratteristiche fisiologiche differenti anche in relazione alla donazione. Per questo motivo, stiamo riflettendo su soluzioni dedicate, come spazi attrezzati nei centri di raccolta e campagne di promozione mirate”.</em><br> </p>
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