Giulia Cirillo, chirurga presso l’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Aoup, ha vinto il premio per il miglior lavoro scientifico presentato alla Surgical Week 2025 in Corea del Sud. La ricerca riguardava le indagini effettuate dal Centro trapianti di fegato di Pisa nel campo della donazione a cuore fermo e dell’impiego delle macchine da perfusione in-situ (NRP) ed ex-situ.
Specializzata in Chirurgia generale all’Università di Padova, dove ha iniziato la sua carriera clinica nel settore del trapianto di rene, Giulia Cirillo è tornata a Pisa dopo alcuni mesi, dopo aver conseguito la laurea in Medicina e chirurgia, ed è attualmente parte del centro toscano per i trapianti di fegato. Il premio, consegnato personalmente da Ki-Hun Kim, direttore del centro trapianti di Seoul, presidente della Società di Chirurgia epatobiliare coreana e pioniere nella donazione di fegato da vivente robotica, è il riconoscimento per la migliore presentazione orale nella sessione plenaria “Plenary Abstract Award”, ottenuto superando un collega dalla Cina e un’altra dalla Corea del Sud.
“I donatori a cuore fermo o DCD (Donor after cardiac death) – spiega Davide Ghinolfi, direttore facente funzione dell’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Aoup – sono ormai una solida realtà in molti Paesi europei e negli Stati Uniti, dove rappresentano fino al 40% del totale delle donazioni. Anche nel nostro paese, costituiscono almeno il 20% del totale, garantendo risultati pari o superiori a quelli derivanti dai donatori in morte encefalica. Il centro di Pisa è diventato negli anni un leader nell’uso delle macchine da perfusione ex-situ, che permettono di mantenere gli organi perfettamente vitali al di fuori del corpo umano in condizioni di ipo- o normotermia, e grazie alle quali ha avviato, da alcuni anni, un programma di trapianto da donatore a cuore fermo di grande successo.”
Fonte: AOU Pisa
