“La Malattia Renale Cronica è una patologia asintomatica che colpisce oltre il 10% della popolazione adulta, generando un rilevante impatto sia sanitario che economico”, ha affermato Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati.
“Il Disegno di Legge – ha proseguito Mulè – attualmente in fase di discussione nella XII Commissione e oggetto di analisi, mira a istituire un programma nazionale di screening, costituendo un intervento strategico per agevolare diagnosi tempestive e contrastare l’avanzamento della malattia agli stadi più gravi. L’iniziativa ha ottenuto immediatamente il favore di società scientifiche e associazioni di pazienti, che desidero ringraziare per il loro contributo. È ora cruciale un impegno unitario per assicurare un percorso legislativo veloce ed efficace, affinché il Disegno di Legge possa concretizzarsi, entro l’anno, in una riforma attesa da medici, pazienti e settore privato”.
L’urgenza della misura è stata sottolineata da Annarita Patriarca, Segretario di Presidenza e cofirmataria del DdL: “L’approvazione rapida del Disegno di Legge è un obiettivo primario. Un programma strutturato di screening permette la diagnosi precoce della malattia, riducendo complicazioni e costi per il Servizio Sanitario Nazionale. Quanto emerso dalla presentazione del documento – ha continuato Patriarca – costituisce un elemento essenziale per rafforzare il quadro delle evidenze scientifiche e fornire al decisore pubblico indicazioni strategiche per definire misure efficaci e sostenibili”.
Nel corso dell’evento è stata evidenziata la necessità di semplificare i piani terapeutici e promuovere un approccio sinergico tra medicina territoriale e specialistica nefrologica per garantire un accesso equo ai percorsi di diagnosi e trattamento. Luca De Nicola, Presidente della Società Italiana di Nefrologia, ha messo in luce “come è ampiamente riportato nel documento che presentiamo oggi, l’attuale sistema di Piani Terapeutici rappresenta un ostacolo per i pazienti e un carico per i clinici. È importante implementare strumenti più agili, che assicurino una maggiore aderenza terapeutica e riducano il carico amministrativo per specialisti e Medici di Medicina Generale”.
“Il Disegno di Legge – ha proseguito De Nicola – rappresenta un’opportunità concreta per creare un percorso strutturato su scala nazionale e, per questo, abbiamo lavorato con impegno con tutto il Gruppo di Lavoro multistakeholder, che include la società scientifica che rappresento, le associazioni di pazienti e le aziende.”
Altro tema importante riguarda il ruolo dei Medici di Medicina Generale nella diagnosi precoce e nella gestione della Malattia Renale Cronica, in quanto primo punto di riferimento per i pazienti e collegamento con gli specialisti nefrologi. Gaetano Piccinocchi, Tesoriere della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, ha enfatizzato che “la collaborazione tra il Medico di Medicina Generale e lo specialista nefrologo è un elemento cruciale per garantire continuità assistenziale e percorsi terapeutici adeguati. Inoltre” – ha continuato Piccinocchi – “stiamo attivamente lavorando per avviare programmi di screening pilota, in collaborazione con la Società Italiana di Nefrologia”.
Dai dibattiti è emersa anche l’esigenza di un modello assistenziale più uniforme a livello nazionale. Giuseppe Vanacore, Presidente dell’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto, ha ribadito che “garantire equità nell’accesso ai trattamenti e migliorare i percorsi di cura è fondamentale. La qualità della vita dei pazienti nefropatici dipende dalla nostra capacità di offrire un’assistenza integrata che superi le disuguaglianze regionali”.
