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Scoperta una grande frode a Grosseto nel settore del bonus 110%

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A Grosseto, la Guardia di Finanza ha identificato una presunta frode su larga scala nel settore del Superbonus 110%. Sono stati sequestrati preventivamente beni per un valore superiore ai 36 milioni di euro, tra cui rapporti finanziari, proprietà immobiliari, veicoli e imbarcazioni, nei confronti di una società e del suo amministratore.

Le indagini coinvolgono tre persone: l’amministratore e due professionisti, che hanno agito come asseveratori. Sono stati contestati vari reati, tra cui truffa aggravata per ottenere erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, indebita compensazione e dichiarazione fraudolenta tramite fatture per operazioni inesistenti. È stata inoltre attribuita alla società la responsabilità amministrativa degli enti coinvolti.

Secondo le Fiamme Gialle, i tre soggetti sarebbero implicati in una “significativa truffa” ai danni dello Stato. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Grosseto su richiesta della Procura. L’inchiesta del Nucleo di polizia economico-finanziaria è iniziata a seguito di una verifica fiscale su un “general contractor”, dalla quale è emerso un fittizio accumulo di oltre 40 milioni di euro di crediti d’imposta legati al Superbonus.

La società, che in pochi anni avrebbe raggiunto un fatturato superiore ai 100 milioni di euro, ha stipulato contratti per lavori di ristrutturazione con 345 condomini, delegando poi l’esecuzione a ditte subappaltatrici a prezzi che, secondo gli inquirenti, erano “notevolmente ribassati”.

Per incrementare le agevolazioni fiscali, i costi dei lavori sarebbero stati gonfiati inserendo spese non direttamente collegate agli interventi e quindi non agevolabili. Attraverso lo “sconto in fattura”, sarebbero stati generati crediti fiscali “inesistenti”, successivamente ceduti a due operatori finanziari per oltre 36 milioni di euro, di cui parte utilizzati anche per compensare debiti verso l’erario.

Tra le irregolarità denunciate ci sono materiali mai consegnati, lavori mai eseguiti e interventi falsamente asseverati come completati.

Fonte notizia