Moody's aumenta il rating di Monte dei Paschi. Outlook positivo.

Intesa Sanpaolo: Via libera della BCE per l’acquisizione del controllo di MPS

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La Banca Centrale Europea ha autorizzato Intesa Sanpaolo a procedere con l’acquisizione preliminare di Monte dei Paschi di Siena nell’ambito della pubblica offerta di acquisto e scambio lanciata sul gruppo senese. Il processo autorizzativo proseguirà ora con gli ultimi passaggi presso le autorità internazionali, attesi per la prossima settimana. A seguire, il documento dell’offerta sarà presentato alla Consob, che avrà dieci giorni per esaminarlo e fornire il proprio parere.

Il via libera della BCE include inoltre le partecipazioni di controllo indirette in Mediobanca, Wise, Dialog Bank, Mediobanca Premier e Compass Banca, oltre a una partecipazione indiretta qualificata in Banca Progetto. A queste autorizzazioni si aggiungono quelle preventive rilasciate dalla Banca d’Italia per le partecipazioni indirette in Monte Paschi Fiduciaria, Spafid, Mbps Leasing, Mbcredit Solutions, Mbfacta e Mediobanca Sgr, nonché per le quote qualificate in Fidi Toscana e nelle società di gestione del risparmio del gruppo Generali.

Per quanto riguarda la governance, Banco BPM non parteciperà all’assemblea di Mps di giovedì, convocata per valutare il piano difensivo dell’AD Luigi Lovaglio. La banca, che detiene il 3,7% delle azioni, ha giustificato la decisione, approvata all’unanimità dal consiglio d’amministrazione, con i vincoli legali e il conflitto di interesse derivanti dal suo ruolo di destinataria di una delle offerte del Monte. Anche il Mef, con una quota del 4,9%, si terrà alla larga per non interferire nelle dinamiche di mercato.

L’AD di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha sottolineato che l’operazione ha come obiettivo “stabilizzare il risparmio nel nostro Paese e garantire l’indipendenza di Generali, che non sarà più scalabile una volta raggiunta la nostra quota oltre il 13%“. Intesa, ha aggiunto, “rappresenta un elemento di stabilità insieme a Unicredit, Delfin, Caltagirone e Benetton“, senza “interferire nella gestione“. Messina ha definito questa operazione un’opportunità per creare valore per gli azionisti, le comunità e il Paese, evidenziando il ruolo strategico di Mediobanca e Generali e l’esigenza di salvaguardare la “governance fragile” di Mps.

È attesa una partecipazione dal 65% al 70% del capitale per l’assemblea. Il respingimento delle offerte di Banca Generali e Banco BPM e del dividendo di quattro miliardi appare garantito da un blocco azionario superiore al 35%; per quanto riguarda il dividendo, è necessaria la maggioranza dei due terzi del capitale presente. Anche il percorso della fusione con Mediobanca risulta incerto, nonostante il supporto dei proxy advisor. Prima del voto, si attendono le posizioni della Fondazione Mps (0,2%) e di Plt Holding (1,4%). Infine, Bper si sta preparando per i possibili sviluppi: l’AD Gianni Franco Papa ha confermato che la banca è “pronta ad accogliere le 635 filiali di Mps” in arrivo da Intesa Sanpaolo.

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