La Segreteria Provinciale FSP Polizia di Stato di Prato prende atto delle diverse reazioni politiche e istituzionali emerse nei media e sui social nelle ore successive all’intervento realizzato ieri, 3 luglio, presso il presidio davanti all’Acca di Seano.
Non spetta a questa Organizzazione Sindacale entrare nel merito della vertenza lavorativa o delle valutazioni fatte nelle competenti sedi istituzionali. Tuttavia, riteniamo essenziale ribadire un principio fondamentale: gli operatori delle Forze dell’ordine non risolvono le vertenze, non convocano né interrompono tavoli di confronto e non sono parte della contrapposizione sociale o politica. Sono chiamati a operare nel rispetto delle disposizioni ricevute, garantendo legalità, sicurezza e ordine pubblico.
È quindi cruciale che il dibattito pubblico faccia una chiara distinzione tra il confronto politico-sociale e il ruolo operativo del personale in campo. È legittimo discutere le modalità dell’intervento, le vertenze, le tutele per i lavoratori e le soluzioni politiche; non è, però, corretto trasformare il personale in divisa in un bersaglio del dibattito pubblico o in un simbolo di tensioni sociali con origini ben più profonde.
La legalità e lo Stato di diritto devono prevalere sempre: per i lavoratori, per le imprese, per chi manifesta e per chi è incaricato di garantire l’ordine pubblico. Chi indossa una divisa non rappresenta la controparte dei lavoratori, delle parti sociali, degli imprenditori o della politica, ma è personale dello Stato che interviene nei momenti in cui le tensioni possono degenerare e diventa necessario garantire sicurezza e protezione per tutti i presenti.
Inoltre, ci sorprende che in queste ore il dibattito pubblico si sia rapidamente concentrato sulle modalità dell’intervento delle Forze dell’ordine, mentre sulla situazione del 23 giugno scorso abbiamo notato una minore attenzione e chiarezza nel ricordare i cinque poliziotti della Questura di Prato feriti durante i gravi disordini a Seano.
La FSP Prato rispetta il diritto di critica, il ruolo della politica e la delicatezza sociale di una vertenza che coinvolge molti lavoratori. Proprio per questo, chiediamo a tutti i rappresentanti istituzionali e politici un senso di responsabilità, equilibrio e rispetto per gli uomini e le donne delle Forze dell’ordine, evitando che il confronto pubblico si trasformi, anche indirettamente, in una delegittimazione del personale in divisa.
La solidarietà non può essere selettiva. Vale per i lavoratori dell’Acca, per chi manifesta, ma deve valere anche per chi viene ferito mentre svolge il proprio dovere. Anche i poliziotti sono lavoratori: lavoratori dello Stato, frequentemente chiamati a intervenire nei momenti più difficili e fisicamente esposti a tensioni che il confronto istituzionale e sociale non è ancora riuscito a risolvere.
Fonte: FSP Polizia di Stato di Prato
