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Vannacci critica il Gay Pride in Toscana, l’assessora Nardini: “Commenti carichi di pregiudizi e omofobia”

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“Di recente in Toscana si è svolto il gay pride. Invieremmo questi signori a combattere al fronte. Ditemi voi, chi è pronto a questo sacrificio? Chi è ancora educato con simili valori? È inutile investire 800 miliardi se poi nessuno va a combattere al fronte”. Sono queste le parole di Roberto Vannacci, vicesegretario federale della Lega per Salvini Premier, pronunciate durante un comizio due giorni fa a San Marco in Lamis, in provincia di Foggia.

La risposta del centrosinistra toscano non è tardata ad arrivare.

“Basta, Vannacci! Non è tollerabile che chi occupa un ruolo pubblico all’interno delle istituzioni e ricopre una posizione di rilievo in un partito possa esprimere simili parole cariche di pregiudizio e omofobia”, ha affermato Alessandra Nardini, assessora della Regione Toscana alle Pari Opportunità, membro dell’Assemblea e della Direzione nazionale del PD.

“Non è la prima volta che ascoltiamo o leggiamo affermazioni deplorevoli da quest’uomo che, a mio avviso, non era idoneo a indossare una divisa e oggi non dovrebbe sedere nemmeno in Parlamento Europeo. Non è la prima volta che proferisce frasi simili, ma non possiamo far finta di nulla e abituarci”.

“Dietro le sue parole non si cela il rifiuto della guerra, ma la convinzione che gli uomini gay non sarebbero appropriati per andare al fronte poiché, secondo lui, non sono abbastanza virili. Sente, Vannacci? A noi, a quelli del Toscana Pride, la guerra fa schifo. E ci fanno schifo, ogni volta, le sue parole. Dico ‘noi’ perché ero presente sabato a sfilare per le strade di Prato e se quelle immagini gli hanno infastidito, sono felice, mi confermano che eravamo nel giusto”.

“L’unica ‘guerra’ che siamo pronti a combattere è quella contro il suo mondo distorto, dove è accettabile discriminare le persone. È una guerra contro l’odio e la discriminazione. Ma non imbracceremo fucili, la combatteremo con la forza delle nostre idee. E la vinceremo, Generale, glielo prometto. Perché la Toscana e l’Italia sono molto migliori di Lei”.

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