Uniti si vince: La Toscana celebra gli operatori nella Giornata in memoria delle vittime del Covid

Uniti si vince: La Toscana celebra gli operatori nella Giornata in memoria delle vittime del Covid

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Abbiamo istituito questo riconoscimento per onorare tutti gli ordini professionali, le associazioni di volontariato, medici, infermieri e personale socio sanitario, coloro che con impegno e dedizione hanno lavorato instancabilmente in quei mesi, fino a sacrificare, per molti di loro, la propria vita”. Con queste parole, il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, ha inaugurato questo pomeriggio, martedì 18 marzo 2025, presso palazzo del Pegaso, la cerimonia di consegna del riconoscimento agli operatori socio sanitari della Toscana, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus. “Siamo qui per ricordare chi ha perso la vita e per esprimere ancora una volta la nostra gratitudine a chi continua a dedicarsi al proprio lavoro – ha aggiunto il presidente –, con un profondo sentimento di cura per l’altro. Esprimere la nostra riconoscenza a queste donne e uomini è un dovere morale. Il modo migliore per farlo è impegnarci a richiedere maggiori investimenti nella sanità pubblica. Dobbiamo mobilitare tutte le risorse disponibili per consentire agli operatori di lavorare in sicurezza, creare condizioni favorevoli per l’assunzione di maggior personale medico e sanitario e garantire retribuzioni adeguate”.

La Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid è stata istituita con la legge 35 del 2021: il 18 marzo 2020 è stata registrata la più alta incidenza di decessi per coronavirus a livello nazionale. Il presidente dell’assemblea toscana ha richiesto un minuto di silenzio all’apertura della cerimonia.

Una targa raffigurante il Gonfalone d’argento, simbolicamente consegnata a tutti gli operatori della sanità, rimarrà esposta a partire da oggi nelle sale del palazzo del Pegaso, con l’iscrizione “Al personale socio sanitario della Toscana vittima del Covid-19, in memoria del sacrificio della vita”. Il Trofeo Pegaso, statuetta che rappresenta il Pegaso alato, è stato consegnato a ciascun ordine e organizzazione. Erano presenti alla cerimonia la presidente Rosa Barone per l’Ordine degli assistenti sociali della Toscana; il vicepresidente Simone Mangini per l’Ordine degli psicologi; il presidente Renato Fani per l’Ordine dei biologi della Toscana e dell’Umbria; il coordinatore regionale Salvatore Ingrosso per l’Ordine dei farmacisti; Lorenzo Vanni per l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana, che ha accolto “questo riconoscimento in nome e per conto dei 383 colleghi che hanno perso la vita in Italia a causa del Covid”, le presidenti Antonella Cinotti e Martha Traupe per l’Ordine della professione di ostetrica; il presidente Opi Livorno, Lorenzo Taddeucci, per l’Ordine delle professioni infermieristiche; Adriana Taddeucci, del consiglio direttivo dell’Ordine regionale dei chimici e dei fisici; Raffaele Lamanna, vicepresidente dell’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione; il portavoce del Forum Terzo Settore della Toscana, Gianluca Mengozzi; il presidente Anpas Pubbliche Assistenze Toscane, Dimitri Bettini; il segretario regionale della Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Toscana, Pasquale Morano; e Andrea Ceccherini, membro esecutivo regionale della Federazione regionale delle Misericordie della Toscana. Alla cerimonia, che ha avuto luogo nella sala del Gonfalone, hanno assistito anche la consigliera Silvia Noferi e il consigliere Marco Martini.

La “sinergia, la solidarietà, l’orgoglio per i risultati conseguiti”, espletando il proprio dovere fino in fondo, anche a rischio della vita, e la consapevolezza che “uniti si vince”. Questi alcuni dei concetti espressi dai premiati, “in un contesto in cui ci siamo trovati tutti più soli”, spesso “a contatto con la paura”, ma capaci di “reagire insieme e di offrire una risposta collettiva”. Poi, il ricordo straziante “della disperazione di tanti che abbiamo visto morire da soli” e la contraddizione tra quei giorni, “quando molti ci consideravano eroi”, e il presente, quando gli operatori della sanità subiscono sempre più frequentemente, anche in Toscana, attacchi e aggressioni mentre svolgono il loro lavoro.

Si pensava che dopo un’esperienza simile la sanità e i suoi operatori sarebbero rimasti al centro dell’attenzione nazionale e internazionale e che la pandemia avrebbe garantito gli investimenti necessari. Non è andata così, ma noi siamo qui per riaffermare questa esigenza”, ha affermato il consigliere Enrico Sostegni, presidente della commissione Sanità. “Il sistema socio sanitario e chi ci lavora, sia professionisti pubblici che privati, rappresentano la nostra ricchezza, sono stati fondamentali nel mantenere unita la società e nel riaffermare lo spirito di solidarietà. Riporre fiducia nella scienza è l’unica strada, riconoscere il valore della professionalità, il terzo settore e il volontariato rimarranno elementi chiave per la nostra Regione”, ha aggiunto Sostegni.

Fonte: Regione Toscana

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