Un anno dalla strage di Calenzano: cerimonia e monumento in memoria delle cinque vittime

Un anno dalla strage di Calenzano: cerimonia e monumento in memoria delle cinque vittime

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È trascorso un anno dal tragico evento nel deposito di Calenzano, che ha causato la morte di cinque persone, numerosi feriti e gravi danni nella zona circostante. Oggi, 9 dicembre, in occasione del primo anniversario, la città ha commemorato le cinque vittime dell’esplosione attraverso una cerimonia toccante e l’inaugurazione di un memoriale. Questo pomeriggio, in via Prato, è stato scoperto il monumento, realizzato su iniziativa di Anmil, con i nomi delle persone decedute: Davide Baronti, Franco Cirelli, Carmelo Corso, Vincenzo Martinelli e Gerardo Pepe. Alla cerimonia hanno preso parte anche familiari, colleghi, il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, la sindaca della Città Metropolitana di Firenze Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

Successivamente, presso il Palazzetto dello sport, sono intervenuti Carovani, Funaro, Giani e rappresentanze delle sigle sindacali. Durante l’evento sono state consegnate targhe di riconoscimento ai soccorritori e alle forze impegnate nella gestione dell’emergenza, che risposero quell’11 dicembre nell’area del deposito. Negli ultimi giorni, in vista del primo anniversario, è stato annunciato il cambiamento di destinazione del sito Eni di Calenzano, che sarà trasformato in un hub per le energie rinnovabili (Qui la notizia). Per concludere questa giornata, stasera alle 21 si svolgerà al Teatro Manzoni lo spettacolo “Una stella mattutina”, incentrato sul tema della sicurezza sul lavoro.

Non dimenticheremo mai quel tragico 9 dicembre di un anno fa. Un grigio lunedì mattina come tanti altri. Eravamo riuniti nel palazzo comunale quando un forte boato ha fatto tremare le finestre. Ci siamo affacciati e abbiamo visto una colonna di fumo e fiamme alzarsi nel cielo. Solo pochi attimi dopo è giunta la notizia dell’esplosione al deposito ENI“. Così ha affermato il sindaco Giuseppe Carovani nel suo intervento. “Il sistema di soccorso e della protezione civile è stato attivato immediatamente. L’intervento rapido ed efficiente dei Vigili del Fuoco, insieme al funzionamento dell’impianto antincendio interno allo stabilimento, ha impedito che le fiamme raggiungessero altri depositi, evitando conseguenze ben più gravi. I soccorsi sono stati tempestivi e, grazie a questa prontezza, si è potuto contenere il numero delle vittime“.

Mi è ancora impressa nella mente l’immagine dei familiari di chi era ancora disperso, in attesa notizie nella sala dei convegni del nuovo palazzo comunale, sperando che i loro cari non figurassero nel triste elenco delle vittime. Poi è arrivata la tragica conferma e la disperazione ha preso il sopravvento. Condividere quei momenti di attesa con quelle famiglie è stata una delle prove più dure di quei giorni. Madri, mogli, figlie e figli che all’improvviso si rendono conto di aver perso un figlio, un marito, un padre. È inaccettabile che il lavoro, che dovrebbe sostenere la tua famiglia, possa portarti via dai tuoi cari. Abbiamo cercato di condividere il loro dolore e la loro rabbia, offrendo conforto, stringendoci a loro in un abbraccio fraterno. Anche i tanti cittadini, lavoratori, imprese, associazioni, e istituti scolastici hanno dimostrato concretamente la loro solidarietà e il loro supporto, contribuendo alla campagna di raccolta fondi a favore delle famiglie delle vittime e dei feriti gravi“.

Successivamente, in un’altra parte dell’intervento, Carovani ha sottolineato: “Non spetta a noi attribuire responsabilità che sono in fase di indagine da parte della magistratura, ma non possiamo ignorare che spesso la logica del massimo profitto porta a comprimere i tempi di lavoro e a costringere i lavoratori ad accettare rischi per mantenere il posto, anche sovrapponendo operazioni che sarebbe saggio evitare di svolgere contemporaneamente. Si sente spesso dire che la responsabilità di incidenti ricade sul lavoratore: troppo rilassamento, eccessiva sicurezza nel proprio operato, troppa confidenza in operazioni rischiose. Le cause principali dell’elevata incidentalità sul lavoro non risiedono nell’ultimo anello della catena, quello più debole. È troppo facile, troppo comodo.

(…) “La consapevolezza che l’esplosione ha segnato una rottura insanabile tra quel tipo di attività e la nostra comunità ha portato alla richiesta a Eni di non riaprire il deposito di carburanti. Ci è sembrato naturale proporre una svolta anche nel paradigma energetico del sito, avanzando fin da subito l’idea di trasformarlo in un hub per le rinnovabili, per contribuire al progresso del nostro territorio nella transizione energetica e nella decarbonizzazione. Abbiamo condiviso questa visione con il Presidente Giani e l’abbiamo sostenuta congiuntamente nel tavolo di confronto attivato dalla Regione. L’idea è stata poi accolta ed elaborata da Eni. È un cambiamento verso un futuro più sostenibile che non dimentica il tragico evento, né le responsabilità, che saranno accertate in sede giudiziaria“.

Infine ha aggiunto: “Oggi vogliamo ricordare la tragedia di un anno fa. Sul monumento sono incisi i nomi di cinque persone cadute mentre lavoravano: il nostro impegno come comunità è di preservarne la memoria. La comunità di Calenzano oggi si ferma, come fece un anno fa, per abbracciare quelle famiglie e immaginare insieme un futuro in cui queste tragedie non debbano mai più ripetersi“.

La Sindaca della Città Metropolitana di Firenze Sara Funaro ha partecipato alla cerimonia commemorativa delle vittime del deposito Eni avvenuta lo scorso anno. “Siamo qui accanto al Sindaco Giuseppe Carovani, insieme al Presidente della Regione Eugenio Giani e a molti altri Sindaci della zona, per mostrare vicinanza ai familiari delle vittime. Purtroppo, troppe vite sono state spezzate sul lavoro e molte famiglie vivono con un dolore immenso che non può essere ricucito. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Non potevamo mancare a questo importante momento. Desidero ringraziare in particolare l’Anmil per aver voluto dedicare un monumento alla memoria di questi lavoratori, affinché restino sempre nella nostra memoria“.

Un anno fa, cinque lavoratori hanno perso la vita nel deposito Eni di Calenzano mentre stavano svolgendo il loro lavoro. Un dolore che rimane vivo nella nostra comunità e nelle nostre coscienze“, afferma in una nota Elena Aiazzi, segretaria Cgil Firenze. “Oggi, alla cerimonia ufficiale di Calenzano, li ricordiamo con rispetto, insieme alle loro famiglie, alle istituzioni e alla cittadinanza. La sicurezza non deve essere vista come un costo, ma come un diritto. La vita di ogni lavoratore deve essere sempre protetta, senza compromessi. Continueremo a lottare affinché tragedie come questa non si ripetano mai più, e affinché tutti i lavoratori possano tornare a casa sani e salvi“.

Fonte notizia

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