Settimana densa di eventi in arrivo al Teatro Puccini e nel Laboratorio Puccini.
Si inizia con il ritorno di Andrea Scanzi, che mercoledì 22 aprile alle 21.00 presenta la terza stagione di “La sciagura“. Si segnala che l’evento è già stato sold out.
In seguito, il programma offre una varietà di comicità d’autore e narrazione storica: giovedì 23 aprile alle 21.00: Valeria Graci in “Volevo essere io“. Un atteso ritorno sul palco per l’artista che, con la sua tipica ironia e sincerità, esplora sogni e paradossi quotidiani in uno spettacolo coinvolgente e brillante;
venerdì 24 aprile alle 21.00: Luca Telese in “La scorta di Enrico – quando i supereroi lavoravano per il PCI“, un profondo viaggio nella memoria dedicato a Enrico Berlinguer, raccontato attraverso le esperienze e i ricordi delle persone a lui più vicine.
Infine, per la rassegna del Laboratorio Puccini, si conclude il ciclo di incontri con Padre Guidalberto Bormolini. L’ultimo appuntamento, intitolato “La bellezza non salverà il mondo”, ha già registrato sold out.
Dopo il grande successo di Renzusconi (2018) e Il cazzaro verde (2019-2020), Andrea Scanzi — autore e attore dal 2011 — torna sul palcoscenico con lo spettacolo di satira politica: La sciagura – terza stagione.
Tratto dal bestseller omonimo pubblicato da Paper First, Scanzi mette in luce la sconfinata mediocrità di un governo composto principalmente da “scappati di casa”. Novanta minuti di risate (amare), informazione e indignazione, che iniziano con un’analisi del percorso politico di Giorgia Meloni e si addentrano senza pietà nelle incongruenze del governo, nei numerosi problemi della destra e nella vergognosa assenza di una classe dirigente imbarazzante. Dalla seconda carica dello Stato La Russa (che vergogna) all’impeccabile statista Donzelli (aiuto!), dai tristi busti del Duce ai leggendari blocchi navali, dai treni di Lollobrigida alle opere di Sgarbi. Dagli scivoloni seriali di Valditara a quelli di Sangiuliano, dalle indagini su Santanché e Delmastro al Capodanno esplosivo di Pozzolo, dal comico inconsapevole Gasparri agli oscurantisti Vannacci. Dal ricordo di Paolo Borsellino (ignobilmente citato da governanti che con lui non hanno nulla a che fare) alle
canzoni di Gaber e Guccini (che Meloni adora, ma di cui evidentemente non comprende nulla).
Un monologo irresistibile, vibrante di musica, satira, passione e impegno civile, senza reticenze né concessioni. Uno spettacolo commovente e imprescindibile per descrivere questi tempi sbandati, per
interpretare il presente e resistere a questo inesorabile declino della politica nel nostro paese.
I biglietti sono esauriti
Volevo Essere Io è il nuovo spettacolo di Valeria Graci! Uno show autentico e popolare scritto per le donne, pensando anche agli uomini, nel quale Valeria ci guida attraverso le fasi della sua vita, incluse quelle più delicate. Valeria interpreta se stessa, una bambina degli anni ’80 alimentata da pane e cartoni animati, con anni abbelliti da pubblicità raffiguranti famiglie ideali, ruoli femminili come “angeli del focolare” e bambine sorridenti che giocano a fare le mamme con il ferro da stiro in mano, aspettando il principe azzurro.
Diventa un’adolescente alla fine degli anni ’90, in un mondo vivace e alla moda che promette gioia, va alla ricerca della sua strada e diventa una donna che, con il tempo, comprende che è arrivato il momento di tornare a essere se stessi, abbassando le maschere e accettandosi per ciò che si è… a volte fragili, imperfetti, ma drammaticamente veri.
Volevo essere io è un’affermazione semplice, ma pregna di significato perché parla di desiderio e autodeterminazione che tutti abbiamo provato o stiamo provando. È la voce di chi, per anni, ha dovuto “essere altro” per compiacere o per semplicemente andare avanti. Uno spettacolo che abbraccia il pubblico, lo intrattiene e lo conduce attraverso una storia personale che diventa universale.
Biglietti: posto unico numerato € 22,00 (esclusi i diritti di prevendita)
I protagonisti di questa storia provengono dalla resistenza: contro il fascismo, la violenza, la mancanza di cibo. Hanno intrapreso strade diverse: dalle montagne partigiane alle catene di montaggio. Raggiungono una comune destinazione: il Partito Comunista Italiano. Questo spettacolo narra, attraverso la vita e la tragica morte di uno dei leader più iconici e rimpianti d’Italia, la storia di un popolo: in un certo senso, è la storia stessa della nostra nazione. Luca Telese dà voce ai fatti, ai testimoni, ai documenti, senza sacrificare la densità delle emozioni e lega, con il ritmo delle grandi narrazioni, preziosi varchi sul Berlinguer privato e le ricostruzioni di eventi che hanno scosso il mondo, dalla primavera di Praga al golpe cileno. Scorrono sul palco il delitto Moro, il terremoto in Irpinia, i funerali di Andropov; e in questo contesto emergono le scelte e le parole di un uomo che seppe attraversare un’epoca complessa “senza mai perdere gli ideali della propria giovinezza”. Così, nei 75 minuti di questa toccante narrazione, si sorride, si ricorda, si versano lacrime e si trova ispirazione per il futuro.
“Questo racconto non è un’apologia, né un’agiografia: è solo un’asciutta e preziosa esattezza, in cui la normalità di quella classe dirigente, rispetto alla irresponsabile follia di quella attuale, sembra davvero un rifugio sicuro.” scrive Luca Telese, che unendo la sua voce a quelle degli uomini della scorta, ai figli di Enrico e agli indispensabili archivi dell’epoca, costruisce il racconto corale di una stagione insieme perduta e attualissima. Perché la storia non è conclusa e le sfide che l’Italia si trova ad affrontare, non solo la sinistra, risalgono a quei giorni. “Ciò che proviene dalla scorta di Berlinguer non è un sospiro nostalgico per un passato che non tornerà mai: è il seme di una storia che oggi può far germogliare nuovi frutti seguendo il suo esempio. Una, dieci, mille scelte di vita.”
Biglietti: posto unico numerato € 20,00 (esclusi i diritti di prevendita)
Serata di monologhi intervallati da canzoni degli Aetherea – l’incanto armonico (Deborah Messeri voce, Pietro Micarelli chitarra e voce, Michele de Filippo sassofono, Michele Perelli percussioni) e da poesie a cura di Laura Corraducci. Custodire e condividere le ricchezze interiori riempie di senso e bellezza la vita propria e quella delle comunità cui apparteniamo. Mistici, monaci e poeti ci insegnano a comprendere il vero senso delle parole contenute nell’immortale opera di Dostoevskij. La bellezza non è mai cessata, ma il mondo, oppresso da guerre, sfruttamento e inquinamento, non sembra salvarsi… Cosa, allora, può salvarlo? Cosa ci permette di “vedere” oltre, persino oltre la morte, e trasformarla in vita?
I biglietti sono esauriti
Fonte: Ufficio stampa



