Grazie alla raccolta alimentare del 13 dicembre scorso, organizzata in nove punti vendita di Unicoop Firenze e proveniente dalla Toscana, sono stati inviati aiuti, che i Francescani della Custodia di Terra Santa hanno iniziato a distribuire alla popolazione in Cisgiordania e a Gaza.
L’annuncio dell’inizio della distribuzione è giunto da Padre Ibrahim, attualmente direttore delle diciotto Scuole della Custodia di Terra Santa, il quale collabora da anni con Unicoop Firenze e la Fondazione Il Cuore si scioglie.
Le tappe
Per garantire un aiuto concreto alla popolazione palestinese, il 13 dicembre scorso, Unicoop Firenze e la Fondazione Il Cuore si scioglie, in collaborazione con la Federazione delle Misericordie della Toscana e con il supporto di varie associazioni di volontariato toscane, hanno organizzato una speciale giornata di raccolta alimentare in nove supermercati di Unicoop Firenze, raccogliendo 20 tonnellate di prodotti. La nave con gli aiuti umanitari è salpata dal porto di Genova domenica 25 gennaio, giungendo al porto di Ashod il 2 febbraio.
Gli aiuti sono stati poi trasferiti dai Francescani della Custodia di Terra Santa da Gerusalemme a Betlemme. La distribuzione agli abitanti di Gaza e Cisgiordania è iniziata in queste ore.
Un aiuto per andare avanti
I prodotti donati durante la raccolta del 13 dicembre includono farina, riso, pasta, legumi in scatola, sale, assorbenti, salsa di pomodoro, pannolini per bambini, latte in polvere, carne in scatola e sapone solido.
Cisgiordania e Gerusalemme hanno subito gravissimi danni economici a causa della guerra. A Betlemme, l’attività degli artigiani, un tempo prospera, è decimata; erano noti a livello mondiale per i loro oggetti sacri, realizzati a mano, soprattutto in legno, ma anche in altri materiali. Questi venivano venduti a pellegrini e turisti. Tuttavia, il turismo, sia religioso che non, si è fermato il 7 ottobre 2023, data dell’attacco di Hamas. Molti cristiani sono stati costretti a fuggire e i palestinesi rimasti non hanno più risorse per vivere. Padre Ibrahim Faltas commenta: «Da due anni queste persone non hanno possibilità di guadagnare. Le vendite online non possono compensare quelle effettuate sul posto, in particolare durante le festività religiose, quando i gruppi di pellegrini affollavano le strade di Gerusalemme e Betlemme, così come gli altri luoghi santi legati alla storia di Gesù.».
Fonte: Unicoop Firenze
