Ritorna a brillare il "Sant'Ivo tra i pupilli", l'affresco di Masolino nella Chiesa degli Agostiniani di Empoli

Ritorna a brillare il “Sant’Ivo tra i pupilli”, l’affresco di Masolino nella Chiesa degli Agostiniani di Empoli

172 0

Il restauro del ‘Sant’Ivo tra i pupilli’, affresco di Masolino da Panicale custodito presso la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani in via dei Neri, è stato presentato al pubblico nella serata di venerdì 20 giugno. Questa opera di grande rilevanza sottolinea l’importanza di Empoli nel Quattrocento italiano e attesta il valore del patrimonio culturale della città. Durante la presentazione sono stati forniti dettagli sul restauro, e l’opera ha potuto essere ammirata nel suo contesto originale.

LE DICHIARAZIONIAlessio Mantellassi, sindaco di Empoli: “L’impatto duraturo di un artista come Masolino dimostra come, a più di 600 anni di distanza, la nostra città continui a essere un importante centro di storia e cultura. Diversi lavori costituiscono fondamenta del nostro patrimonio, mentre altri si stanno rivelando grazie a significativi lavori di restauro. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito al successo di questo progetto. La cooperazione tra settore pubblico e privato, presentata oggi, rappresenta un accordo cruciale per il benessere e il futuro della nostra città. Siamo proiettati verso il domani, per riscoprire tantissimi dettagli della storia ‘agli albori del Rinascimento’.”

Matteo Bensi, assessore alla Cultura del Comune di Empoli: “Il restauro del famoso Sant’Ivo tra i pupilli completa i recuperi del transetto destro di Santo Stefano degli Agostiniani. I lavori svolti nel corso degli anni non solo hanno ridato vita alla chiesa come si presentava a metà del Quattrocento, ma hanno anche aperto la strada a studi che ci conferiscono una nuova comprensione, entusiasmante, del ruolo di Masolino a Empoli nel 1424. Questo restauro che oggi presentiamo è stato reso possibile grazie all’importante supporto della Fondazione Cr Firenze e di Stefano Cappelli, e ha portato alla luce importanti novità che ci permettono di riscrivere parti della nostra storia.”

Il proposto di Empoli, don Guido Engels: “Esprimo la mia soddisfazione e quella degli empolesi per il bel restauro degli affreschi di Masolino da Panicale nella magnifica Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani. Ringrazio la ditta Colorificio Cappelli per aver finanziato il restauro di Sant’Ivo tra i pupilli e la Fondazione CR Firenze per la loro importante sottoscrizione, completando così la rinascita del transetto destro della Chiesa. Questo restauro è iniziato molti anni fa ed è giunto a compimento grazie all’affetto e alla cura della nostra comunità verso questa Chiesa, che compete per la bellezza con la Collegiata di S. Andrea, simbolo di Empoli. Un grazie particolare a tutti i collaboratori, in particolare alla restauratrice Lidia Cinelli. Vorrei ricordare Mons. Giulio Lorini, che nel 1943 avviò le ricerche sugli affreschi, con risultati positivi, descrivendo con entusiasmo i ritrovamenti nelle sue memorie. È emblematico che nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale ci si occupasse di opere che promuovono la pace, un segnale chiaro per la costruzione di un futuro di bellezza e bene comune. Anche oggi, in un contesto di conflitto, lavoriamo per un futuro di pace attraverso l’arte, che supera le divisioni tra i popoli.”

“Questo intervento rappresenta una collaborazione virtuosa tra pubblico, privato e specialisti del restauro, che ha permesso di valorizzare un patrimonio artistico straordinario e di riscoprire le storie e i significati all’interno dell’opera stessa,” afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze. “Empoli conferma la sua centralità nel panorama del primo Rinascimento, recentemente celebrata con la mostra dedicata a Masolino che abbiamo organizzato in collaborazione con il Comune di Empoli. Restituire alla comunità un capolavoro come il “Sant’Ivo tra i pupilli” incarna perfettamente il nostro impegno a promuovere la bellezza come valore collettivo.”

“Quest’opera di Masolino, custodita nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani, rivela nuovi aspetti grazie al restauro,” spiega Soprintendente Antonella Ranaldi. “Per la sua qualità e bellezza, è stata esposta in mostre internazionali nel secolo scorso, fino a essere conosciuta globalmente come ‘Sant’Ivo coi pupilli’. Grazie al lavoro della restauratrice Lidia Cinelli e dei funzionari della Soprintendenza, Alfani Felici e Torricini, sono emerse due importanti novità: una nuova identità con una proposta iconografica come rappresentazione di ‘Sant’Orsola e le vergini’ e la scoperta di una sinopia mai del tutto indagata, che attende di essere riportata a leggibilità chiara, aprendo così nuove prospettive sulla vita artistica empolese del primo quarto del XV secolo.”

Lidia Cinelli, restauratrice dell’affresco, illustra i lavori eseguiti recentemente: “Desidero esprimere la mia gratitudine a chi ha reso possibile il restauro dell’affresco staccato di Masolino, scoperto sotto lo scialbo da Ugo Procacci nel 1943: Stefano e Sabrina Cappelli del Colorificio Cappelli di Empoli e la Fondazione CR Firenze. Grazie a loro, ho potuto completare il restauro del transetto destro della Chiesa conventuale di Santo Stefano degli Agostiniani, la parte più interessante e complicata dell’intero edificio religioso, data la presenza di sovrapposizioni avvenute nel tempo e il passaggio di grandi artisti del primo ‘400 come Starnina, Masolino da Panicale e Bicci di Lorenzo. Ho iniziato il restauro della Madonna col Bambino tra due Angeli, detta “di Sagrestia” nel 2018. Sono seguiti il Frammento del Profeta e le Sinopie, completati nel 2020, grazie a Mario Cerofolini. Per il restauro attuale, diretto dalla funzionaria dott.ssa Laura Torricini e dai dottori Elena Alfani e Alberto Felici della Soprintendenza SABAP per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, ho utilizzato due metodologie distinte: per l’Affresco di Masolino, trasferito su un supporto di legno, ho eseguito la pulitura con carta giapponese e pochissima acqua; mentre per il Frammento con finti architetture e le parti rimaste delle balze ho effettuato impacchi di cellulosa. Ho realizzato un attento intervento di consolidamento nei frammenti di balza completamente sollevati e staccati dal supporto. Infine, su tutte le pitture ho eseguito la stuccatura e il restauro pittorico.”

Infine, chi ha contribuito, Stefano Cappelli e Cristiano Tempestini del Colorificio Cappelli: “Abbiamo scelto di sostenere questo progetto come donatori, consapevoli dell’importanza dei materiali. Perché dietro ogni grande opera c’è anche una materia prima — invisibile ma essenziale — che dà corpo al pensiero dell’artista. Nel nostro lavoro quotidiano, riflettiamo su quanto, nel corso dei secoli, ci sia sempre stato un mercante, un artigiano, un chimico o un esperto di pigmenti, il cui lavoro non è visibile nell’opera, ma è cruciale per la sua realizzazione. L’affresco attribuito a Masolino rappresenta proprio questo equilibrio tra arte, tecnica e materiali. Sostenere il suo restauro è stato un onore per noi, un modo per onorare chi, con umiltà e competenza, ha sempre lavorato al servizio degli artisti e della bellezza. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a restituire alla città questo capolavoro.”

LA STORIA DELL’AFFRESCO – La pittura, eseguita a buon fresco nel 1424, è stata rinvenuta sotto lo scialbo nel 1943. Questo avvenimento ha fatto parte di una meticolosa campagna di investigazione diretta da Ugo Procacci negli anni Quaranta. Dopo la guerra, le opere sono state restaurate e il bellissimo frammento del Sant’Ivo è stato esposto in diverse mostre internazionali dal 1958.

L’attuale restauro è stato reso possibile grazie al contributo della Fondazione CR Firenze e dal mecenate Stefano Cappelli, il cui supporto finanziario è stato fondamentale. L’intervento sul Sant’Ivo completa i lavori di recupero delle opere di Masolino iniziati con la mostra “Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento”, promossa dal Comune di Empoli e dalla Fondazione CR Firenze nella prima metà del 2024. Questa esposizione ha riunito il numero più alto di opere mai presentato dell’artista, alcune delle quali conservate a Empoli, mentre altre provengono da rinomate istituzioni come le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il Museo del Bargello di Firenze, la Pinacoteca Vaticana, il Musée Ingres di Montauban, la chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, il Museo di Palazzo Venezia a Roma, il Museo di San Matteo a Pisa e altre ancora.

L’esposizione è stata organizzata in occasione del 600° anniversario del completamento delle opere di Masolino, culminato nel 1424, inclusa la celebre serie di affreschi con le Storie della vera Croce per la cappella della Compagnia della Croce, situata nella Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani a Empoli.

Fonte: Comune di Empoli – Ufficio Stampa

<< Indietro

Fonte notizia

Related Post