Rifiuti abbandonati in via Umbria, Oliveri: "La discarica è aumentata in modo esponenziale"

Rifiuti abbandonati in via Umbria: scambio di opinioni tra il vicesindaco Boldrini e il consigliere Oliveri

26 0

Un acceso scambio di opinioni via social tra il consigliere comunale Enzo Oliveri, conosciuto come “Asma”, capogruppo del gruppo consiliare “Asma Next”, e il vicesindaco e assessore alla qualità ambientale Sonia Boldrini, torna sulla problematica dell’abbandono dei rifiuti in via Umbria. Dopo una serie di post recenti, Boldrini ha risposto attraverso il suo profilo specificando che “il tratto di Via Umbria oggetto dell’abbandono è di proprietà privata e privo di urbanizzazioni. Lo chiarisco per evitare fraintendimenti: questa Amministrazione non intende occuparsi di tale tratto e fare pagare ai cittadini la bonifica dei rifiuti“. Oliveri, nella sua controreplica, afferma: “Si tratta di un’area privata aperta al pubblico“, rimarcando la rimozione, il 3 giugno scorso, di tre veicoli abbandonati sulla stessa strada.

Il vicesindaco ha descritto il percorso degli uffici tecnici e della Polizia Municipale: il 3 giugnoin seguito alla prima segnalazione, la Polizia Municipale ha effettuato un primo sopralluogo per verificare la situazione sul posto. Poiché si tratta di un tratto aperto al pubblico, la Polizia Municipale è intervenuta per gestire l’emergenza e cercare di individuare eventuali responsabili, ma non è stato possibile identificare immediatamente gli autori dell’abbandono“. Lo stesso giorno, il sindaco Roberto Giannoni ha informato tramite un post sui social della rimozione di veicoli abbandonati, specificamente tre in via Umbria e uno in via Colombo, sottolineando che la procedura “richiede vari controlli sulle condizioni dei veicoli, sia visivi che documentali, e per questo spesso passando diversi giorni tra la rimozione e la segnalazione“.

Il post di Boldrini continua il 8 luglio, menzionando che “si è svolto un sopralluogo congiunto tra Polizia Municipale e Geofor. Data la presenza di rifiuti complessi e speciali (comprendenti scarti chimici e conciari), è stata necessaria la caratterizzazione analitica dei materiali per stabilire le corrette modalità di smaltimento e stimare i costi di intervento“. Più recentemente, tra il 21 e il 22 luglio, “nella valutazione dell’Ufficio Tecnico per quantificare l’impegno economico (stimato intorno a 3.430 euro da Geofor), la Dirigenza dell’Ufficio ha condotto verifiche patrimoniali e catastali approfondite, accertando formalmente la natura di proprietà privata del terreno. Perché le verifiche di proprietà sono avvenute adesso e non subito? Un cittadino potrebbe chiedersi perché i vigili o il Comune non hanno controllato il catasto il 3 giugno! La risposta è semplice e riguarda la prassi operativa: la Polizia Municipale è intervenuta per verificare i fatti, valutare i rischi e raccogliere le prime evidenze per identificare il reato di abbandono. Le visure catastali non sono effettuate dalla Polizia sul campo al momento della segnalazione, ma fanno parte di un processo formale che appartiene agli Uffici Tecnici durante la fase operativa di assegnazione dei fondi per la bonifica.

Perché si agisce secondo la legge e non d’impulso? – aggiunge Sonia Boldrini – I cittadini hanno il diritto di sapere la verità: se il Comune fosse intervenuto subito a proprie spese su un terreno privato senza prima notificare un’ordinanza al proprietario, avrebbe commesso un evidente danno erariale. Inviare Geofor a ripulire immediatamente un’area privata a spese pubbliche avrebbe significato sorprendere la bonifica a un privato utilizzando i soldi delle tasse di tutti i cittadini di Santa Croce“. Vengono poi spiegati i prossimi passaggi, ai sensi della legge (D.Lgs. 152/2006): “L’Ordinanza ex Art. 192: Gli uffici stanno notificando l’Ordinanza Sindacale per obbligare la proprietà a rimuovere e smaltire i rifiuti a proprie spese. Se il privato non rispetta i termini dell’ordinanza, il Comune interverrà direttamente con Geofor per bonificare l’area, ma addebiterà e esigerà ogni euro dal proprietario privato. È fondamentale sottolineare che, se mai dovessi commettere un errore nel mio lavoro, non mi tirerei indietro dalle responsabilità nei confronti della cittadinanza e dei dovuti conseguenti“.

L’Assessore invita a non replicare su Facebook, mentre ignora il fatto che sul suo stesso profilo ha sempre risposto a chiunque fosse in disaccordo con le sue posizioni“, scrive in una nuova nota Enzo Oliveri. Riguardo alla questione specifica, “in relazione all’asserzione dell’Assessore sulla mia presunta ignoranza riguardo a via Umbria, desidero ribadire che ho già portato alla ribalta questa tematica almeno 3 o 4 anni fa e ho effettuato verifiche dettagliate presso il Comune prima di iniziare a scrivere post sulla via Umbria. Inoltre, l’Assessore non ha preso in considerazione i termini corretti per una risposta ufficiale, che sono di 30 giorni.

In aggiunta, sono pienamente consapevole che l’Amministrazione ha deciso di non occuparsi di questa strada, nonostante numerosi appelli da parte dei proprietari“. Oliveri continua, seguendo lo schema delle date sulle operazioni in via Umbria fornito dal vicesindaco, dicendo: “Il 3 giugno, due agenti della Polizia Locale erano presenti in via Umbria non per effettuare un sopralluogo sulla discarica, ma per procedere alla rimozione di tre veicoli abbandonati. Solo in quell’occasione sono stati notati i rifiuti. È sorprendente che l’Assessore all’ambiente non abbia comunicato, nei suoi post, che la Polizia Locale aveva rinvenuto una discarica ed era intenta a verificare l’origine di tali rifiuti, ma questa informazione è stata messa in luce da Asma dopo un sopralluogo sul territorio. Successivamente, l’8 luglio, è stata effettuata una verifica congiunta tra Polizia Locale e Geofor, mostrando la presenza di rifiuti complessi. Mi chiedo: perché la caratterizzazione analitica non è stata eseguita con urgenza dando priorità assoluta, considerando che già il 3 giugno si conosceva della loro presenza? È evidente che, data la serietà della situazione, l’Amministrazione avrebbe dovuto agire con celerità e priorità, evitando l’inefficienza burocratica che ha avvantaggiato solo l’inerzia. Teniamo presente che per risalire a eventuali responsabili la Polizia Locale impiega al massimo una settimana. Sui recenti sviluppi dal 21 e 22 luglio, vorrei richiamare l’attenzione dell’Assessore su aspetti fondamentali riguardanti la gestione delle problematiche patrimoniali e dei rifiuti in via Umbria.

L’ufficio tecnico ha quantificato un impegno economico di 3.430 euro, mentre la Dirigenza ha svolto le necessarie verifiche catastali e patrimoniali. Tuttavia, il Suo post ha suscitato sorpresa, in quanto ha chiarito che gli operatori della Polizia Locale non hanno effettuato le dovute visure catastali il 3 giugno, trasferendo la responsabilità a taluni Uffici Tecnici. È opportuno ricordare che, all’inizio del Suo argomento, ha sottolineato che via Umbria è di proprietà privata aperta al pubblico e priva di urbanizzazioni.

In aggiunta, è opportuno chiedere: è stata seguita la stessa procedura per i tre veicoli rimossi in quella stessa via, dichiarata come strada privata? La Polizia Locale è riuscita a identificare i proprietari delle automobili rimosse? Infine, chi ha realmente sostenuto i costi di questa rimozione? Le mie domande si pongono nel contesto di trasparenza e giustizia, e richiamano un’esemplarità che dovrebbe caratterizzare ogni intervento pubblico. È plausibile, infine, che ci siano due pesi e due misure nella gestione di situazioni simili? In conclusione, è fondamentale che l’Assessore inizi a fornire risposte concrete e tangibili ai cittadini“, conclude Oliveri, “e spero che l’Amministrazione risolva quanto prima questo problema“.

Fonte notizia