Una nuova vita per sala Fetonte, grazie al progetto di ristrutturazione e valorizzazione dei palazzi del Consiglio regionale. Oggi l’attenzione è stata rapita dalla luce, dai colori e dalle forme di una narrazione che affonda le sue radici nel 1700, richiamando la mitologica caduta di Fetonte.
Come evidenziato dalla presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, anche l’intervento su questa sala, nell’ambito della protezione e conservazione attuata dall’Assemblea toscana, mette in risalto l’attenzione dedicata alle nostre sedi, così fondamentali per la loro storia nel cuore di Firenze. E nel cammino di restauro e manutenzione “non siamo soli, ma costantemente supportati dalla Soprintendenza fiorentina, attraverso la collaborazione tra i nostri tecnici e i colleghi del Ministero della Cultura – ha sottolineato Saccardi – segno di una sinergia interistituzionale che produce ottimi risultati”.
Dopo aver espresso gratitudine a tutti coloro che hanno collaborato e continuano a garantire la migliore cura di “questi nostri spazi”, la presidente ha sottolineato in particolare il ruolo dell’Istituto Spinelli di Firenze, “che forma giovani restauratori provenienti non solo da ogni parte d’Italia ma anche dall’estero; una vera e propria scuola di eccellenza, un punto di riferimento toscano nell’ambito della formazione”. “Recentemente abbiamo rinnovato l’accordo con l’Istituto, ed è per noi motivo di grande orgoglio proseguire questa collaborazione, avvalendoci dell’impegno dei docenti e degli studenti – ha aggiunto – e soprattutto per far diventare il Consiglio regionale una casa per i giovani in formazione”. “Riteniamo che tra i nostri doveri istituzionali, la cura della conservazione delle nostre sedi e la formazione dei giovani futuri professionisti rappresenti una combinazione vincente, una ‘palestra didattica’ di alto livello per il restauro ma non solo – ha concluso la presidente – . Considerando che questo metodo è ritenuto virtuoso, il nostro obiettivo è di replicarlo in altri contesti, puntando a caratterizzare molte delle nostre azioni in tema di giovani”.
Ad approfondire l’intervento sono state le storiche dell’Arte Silvia Benassai, Anna Floridia e Francesca Guarducci, insieme all’Istituto per l’arte e il restauro Palazzo Spinelli, all’amministratore unico Emanuele Amodei e alla responsabile dell’ufficio restauri Giulia Bartolomei. Lo stato conservativo prima del restauro non permetteva una corretta fruizione dell’opera, quindi l’intervento ha avuto l’obiettivo di ripristinare l’integrità dell’intonaco, facilitando anche la lettura del lavoro, grazie al lavoro di giovani promesse, presenti alla cerimonia e visibilmente emozionate e soddisfatte per quanto svolto.
Non ci resta che ammirare la sala, situata al primo piano di palazzo Covoni, sede del Consiglio regionale della Toscana (via Cavour, 4), completamente decorata nel 1749 dal pittore Vincenzo Meucci (Firenze 1694-1766) e da artisti della scuola fiorentina, da cui il nome ispirato alla rappresentazione mitologica che decora la volta, la Caduta di Fetonte.
La realizzazione del decorato della sala rientra in un intervento più ampio di trasformazione del palazzo effettuato nella prima metà del ‘700, a cura dell’architetto Luigi Orlandi, sotto la proprietà della famiglia nobile dei Capponi, a seguito dell’acquisizione del vicino palazzo Milanesi. La volta è caratterizzata da arcate snelle che poggiano su un portico affrescato, che corre lungo le pareti sottostanti. Dalle arcate si affacciano le Ore, figure mitologiche rappresentate con ali di farfalla, incaricate di preparare il cocchio del sole. Questo crea una scena ampia e luminosa, popolata da immagini di antichi templi, loggiati e statue classicheggianti, distribuiti su una pavimentazione a scacchiera, rigorosamente prospettica.
L’opera, realizzata con la tecnica della pittura a calce, si presenta oggi rimaneggiata da interventi precedenti, volti alla conservazione o al ripristino del disegno, pur coprendo parte della pittura originale.
Il mito della caduta di Fetonte ci invita a apprezzare ancor di più la sala restaurata. Il dio del Sole, Apollo, aveva amato la ninfa Climene e da lei aveva avuto un figlio, Fetonte. I suoi amici lo prendevano in giro perché il giovane sosteneva di essere il figlio del dio del Sole e non credevano in lui. Fetonte, dunque, supplicò il padre di permettergli di guidare il carro del Sole per un giorno, così da dimostrare le sue origini. Apollo cercò di dissuaderlo, ma alla fine cedette, e Fetonte salì sul carro. Una volta a bordo, però, il giovane fu preso dal panico quando vide il vuoto sotto di lui, e il carro iniziò a impazzire: o saliva troppo in alto o si avvicinava troppo alla terra, bruciando tutto. Zeus, pietoso verso l’umanità, colpì Fetonte con un fulmine, che morì e cadde nel fiume Eridano, oggi Po. Mentre i cavalli tornavano da soli alla stalla, le Heliadi, sorelle di Fetonte, piangevano la sua morte e Zeus, mosso a compassione, le trasformò in pioppi, e le loro lacrime divennero gocce d’ambra; questi pioppi si possono ancora vedere lungo le rive del Po.
Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, l’assessore alla Cultura Cristina Manetti, il portavoce dell’Opposizione Alessandro Tomasi, la consigliera regionale Simona Querci, il segretario generale del Consiglio regionale Monica Piovi, e il funzionario tecnico Annalisa Arrigo, responsabile della conservazione e manutenzione del patrimonio storico.
La cerimonia è stata un’opportunità non solo per presentare un restauro, ma anche per enfatizzare l’importanza della collaborazione con l’Istituto Spinelli, che festeggerà 50 anni di attività in Consiglio, come assicurato dalla presidente dell’Assemblea toscana Stefania Saccardi.
Come sottolineato durante l’evento, l’esperienza dei 50 anni di attività, iniziata nel 1976, definisce l’Istituto per l’Arte e il Restauro come centro di eccellenza nel settore a livello sia nazionale che internazionale.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana – Ufficio stampa

