Tre nuove specie sono state identificate in Toscana e 141 sono state incluse nella “Lista Rossa Nazionale” delle piante a rischio di estinzione. Questo dato proviene dall’ultimo censimento della flora delle Alpi Apuane, condotto dal professor Lorenzo Peruzzi del Dipartimento di Biologia e Direttore dell’Orto e Museo Botanico dell’Università di Pisa.
Il lavoro, pubblicato sulla rivista Italian Botanist, ha registrato un totale di 1987 specie e sottospecie, di cui 130 esotiche, distribuite su un’area di 1056 km². Le nuove specie identificate includono l’autoctona Vulneraria piccolina (Anthyllis vulneraria subsp. pulchella), il Pigamo dei sassi (Thalictrum minus subsp. saxatile) e l’esotica casuale Fior di pesco (Chaenomeles speciosa). Tra quelle a rischio di estinzione, si evidenziano tre specie gravemente minacciate: l’Atamanta di Corti (Athamanta cortiana), una pianta ombrellifera endemica delle Apuane che cresce esclusivamente su rupi di marmo e fiorisce raramente; l’Erba-unta di Maria (Pinguicula mariae), una delicata pianta carnivora endemica dedicata alla studiosa Maria Ansaldi, scomparsa prematuramente nel 2013; e la Felcetta atlantica (Vandenboschia speciosa), una rara felce presente in Italia unicamente sulle Alpi Apuane, che figura anche nel logo del Parco Regionale delle Alpi Apuane.
Nel territorio si trovano inoltre 93 specie endemiche italiane, ovvero presenti in tutto il mondo esclusivamente in Italia, di cui 30 sono tipiche delle Alpi Apuane.
“La flora delle Alpi Apuane è notevolmente ricca, superando le aspettative per un’area di tale dimensione riguardo al numero di specie autoctone, ma fortunatamente rimanendo al di sotto delle aspettative per quanto riguarda le specie aliene – commenta Lorenzo Peruzzi – La maggiore ricchezza floristica si concentra sulle colline e montagne sopra le città di Massa e Carrara, aree che purtroppo risultano anche le più colpite dall’industria estrattiva del marmo.”
Questo studio aggiorna alcuni censimenti effettuati in precedenza. Le Alpi Apuane, per le loro caratteristiche geomorfologiche e biogeografiche, hanno sempre destato l’interesse degli studiosi di botanica. Un primo elenco dettagliato delle felci, conifere e piante fiorite di quest’area fu pubblicato da Pietro Pellegrini nel 1942, successivamente aggiornato da Erminio Ferrarini tra il 1994 e il 2000. Tuttavia, questi elenchi erano relativi a territori diversi e più ampi, rendendo così ancora assente un vero e proprio elenco floristico specifico per le Alpi Apuane.
“Per rendere chiara l’entità del lavoro svolto, è sufficiente considerare che l’elenco completo della flora, reso disponibile come appendice all’articolo, conta ben 936 pagine – riferisce Peruzzi – Ha collaborato a questo progetto Brunello Pierini, esperto appassionato di botanica, dimostrando l’importanza della cosiddetta Citizen Science in questo tipo di ricerche”.
“Le Alpi Apuane sono senza dubbio ricche – conclude Lorenzo Peruzzi – speriamo quindi in una protezione efficace di questo straordinario territorio, un vero e proprio tesoro dal punto di vista botanico e naturalistico”.
Questa ricerca fa parte delle attività del progetto 3P_earthBIODIV, un significativo finanziamento per la ricerca di base ottenuto dalla nostra università nell’ambito di un bando a cascata del National Biodiversity Future Center. Il progetto, che coinvolge attivamente il gruppo di ricerca PLANTSEED Lab dell’Università di Pisa fino al 2025, prevede l’esplorazione di aree poco conosciute con flore inadeguatamente documentate e uno studio tassonomico integrato di gruppi critici della flora italiana, ponendo particolare attenzione alla componente endemica.
Fonte: Unità Comunicazione Istituzionale Unipi

