È scomparsa all’età di 78 anni Adriana Dadà, storica e ricercatrice dell’Università di Firenze, specializzata principalmente nell’emigrazione femminile. Ha ricostruito in particolare la storia dei migranti stagionali e delle lavoratrici ambulanti, sia attraverso monografie che videodocumentari.
Dmitrij Palagi, capogruppo di Spc a Palazzo Vecchio, la ricorda così: “Una ricercatrice che ha dedicato il suo lavoro a un’idea di umanità sensibile a ciò che viene emarginato, a ciò che le strutture di potere cercano di rendere invisibile. Dopo un inizio incentrato sulla storia dei movimenti e dei partiti politici, ha scelto di concentrarsi in modo particolare sulle migrazioni tra Ottocento e Novecento, analizzando la situazione in Toscana e le specificità delle questioni di genere. Il suo approccio di ricerca ha sempre mostrato una notevole abilità nel coniugare fonti diverse, dalle istituzionali alle testimonianze orali informali”.
Negli ultimi anni “nel quartiere di San Jacopino, ha svolto un ruolo fondamentale nella creazione della Rete Antifascista, opponendosi al tentativo di Casapound di mantenere la propria sede in via Fontana. È stata determinante per l’intitolazione del giardino di via Maragliano a Samb Modou e Diop Mor, dove ogni anno si svolge una cerimonia in occasione dell’anniversario della strage di piazza Dalmazia. Come Sinistra Progetto Comune, dobbiamo molto al suo impegno e esprimiamo il nostro profondo cordoglio, insieme alla vicinanza a coloro che hanno avuto l’opportunità di condividere momenti della vita con lei, certi che le battaglie a cui partecipava continueranno”.
