Trafigge l'ex moglie in un'area di servizio dell'autostrada, condannato

Morì nel ’94 a causa di un linfoma associato a sangue infetto: la Corte d’Appello di Firenze condanna il Ministero della Salute.

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Il Palazzo di Giustizia di Firenze (foto gonews.it)

La donna è deceduta nel 1994 a causa di un linfoma correlato a un’epatite C contratta tramite trasfusioni di sangue infetto nel 1978. Dopo 32 anni dalla sua morte e 13 anni di contenzioso legale, la sua famiglia ha ottenuto un risarcimento di quasi 1,5 milioni di euro, come stabilito dalla Corte d’Appello di Firenze, che ha accertato la responsabilità del Ministero della Salute per aver trascurato i controlli sul sangue destinato alle trasfusioni.

Questa sentenza è il punto finale di un procedimento giuridico complesso, iniziato nel 2013, durante il quale ci sono stati quattro diversi pronunciamenti fra Tribunale, Corte d’Appello e Cassazione, fino al recente giudizio di appello concluso nei giorni scorsi.

Il verdetto della Corte d’Appello fiorentina si fonda su un principio già affermato dalla Corte di Cassazione, secondo cui il termine di prescrizione per richiedere un risarcimento non inizia necessariamente al momento dell’evento dannoso, ma quando il danno diventa concretamente evidente.

Nel caso in questione, questo principio ha avuto un’importanza cruciale: secondo quanto stabilito dai giudici, nel 1993 la medicina non aveva ancora riconosciuto il legame tra il linfoma non Hodgkin di tipo B e l’infezione da virus dell’epatite C. Pertanto, la Corte ha stabilito che la prescrizione non poteva iniziare dall’anno della morte, poiché i familiari non disponevano delle informazioni scientifiche necessarie per correlare la malattia alle trasfusioni ricevute in precedenza.

Inoltre, la Corte d’Appello ha definitivamente riconosciuto la responsabilità dell’amministrazione per la mancanza di vigilanza. Nonostante le normative esistenti prevedessero misure di sicurezza specifiche, non è emerso che il Ministero avesse adeguatamente adempiuto ai propri obblighi di controllo, di emanazione delle direttive e di vigilanza sull’uso del sangue umano a fini terapeutici.

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