Sedicenne investito mentre si reca a prendere l'autobus.

Livorno: intervento per aneurisma dell’aorta su paziente sveglio

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Per la prima volta presso l’Ospedale di Livorno, è stato effettuato un intervento chirurgico mediante piccola incisione addominale per trattare un aneurisma dell’aorta addominale con la paziente sveglia, che ha potuto respirare autonomamente e senza avvertire dolore. La donna, in condizioni cliniche particolarmente critiche e già in ossigenoterapia domiciliare, è stata operata senza complicazioni ed è stata dimessa dopo pochi giorni.

Questa tecnica, nota come chirurgia Awake, offre una possibilità ai pazienti più vulnerabili, che presentano gravi patologie concomitanti e una funzionalità respiratoria compromessa, in quanto l’anestesia generale potrebbe comportare ulteriori rischi. Inoltre, in alcuni casi, le caratteristiche anatomiche o patologiche non permettono di eseguire l’intervento in modo endovascolare, ovvero accedendo all’aneurisma attraverso i vasi sanguigni. Per questi pazienti, la chirurgia tradizionale può rappresentare l’unica opzione, richiedendo una gestione anestesiologica particolarmente scrupolosa.

La chirurgia Awake si basa su un approccio anestesiologico specifico: attraverso tecniche di anestesia che agiscono sui nervi e sulla sensibilità della zona da operare, unite a una sedazione leggera, si può controllare il dolore e mantenere il paziente sveglio e in respiro spontaneo per tutta la durata dell’intervento. L’utilizzo di un accesso chirurgico più ridotto, tramite una piccola incisione addominale, può anche favorire un recupero postoperatorio più veloce, sebbene renda il lavoro dei chirurghi più impegnativo.

Daniele Adami (direttore UOC Chirurgia Vascolare), Maria Letizia Casani (direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest), Baldassare Ferro (direttore UOC Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica)

“L’anestesia Awake richiede competenze specifiche e una preparazione accurata – afferma Baldassare Ferro, direttore della UOC di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica –. Il nostro obiettivo è gestire il dolore e mantenere stabili le funzioni respiratorie e cardiocircolatorie, anche in pazienti particolarmente vulnerabili. Per questo utilizziamo un monitoraggio continuo e strumenti di supporto respiratorio, adattando ogni scelta alle condizioni cliniche del paziente. Questo lavoro richiede competenze tipiche della terapia intensiva e permette, nei casi appropriati, di affrontare interventi complessi riducendo i rischi associati all’anestesia generale. Negli ultimi anni, questa tecnica sta guadagnando diffusione anche nella chirurgia tradizionale, grazie al contributo di professionisti che l’hanno approfondita e standardizzata, come Roberto Starnari di Ancona e Carmine Pullano di Roma.”

L’intervento è stato condotto sotto la supervisione di Baldassare Ferro e di Giustina Romano, direttrice del Blocco operatorio, nell’ambito del Dipartimento Emergenza Urgenza – Area blocchi operatori diretto da Paolo Carnesecchi, con il coordinamento infermieristico di Michela Bruni. In sala operatoria hanno collaborato l’anestesista Marco Soldani e l’équipe della UOC di Chirurgia Vascolare, guidata da Daniele Adami, composta dai chirurghi Gianluca Ceccanei, Maria Antonietta Pacilè, e Vincenzo Schiavo, insieme agli infermieri Valentina Norfini, Ulriche Bolognini, Maria D’Eramo, Sara Fanucchi ed Elisabetta Motta. L’esito positivo dell’intervento è stato reso possibile grazie alla sinergia e alla collaborazione tra tutte le professionalità coinvolte.

“Il risultato è il frutto del lavoro di squadra e delle competenze di tutti i professionisti coinvolti, che desidero ringraziare per la dedizione e la professionalità dimostrate – sottolinea Daniele Adami, direttore della UOC di Chirurgia Vascolare –. Il nostro reparto si avvale di una lunga tradizione e di professionisti capaci di affrontare casi complessi con competenza e aggiornamento continuo. L’introduzione della chirurgia Awake amplia le opzioni di trattamento e ci permette di esplorare nuove soluzioni anche per pazienti che presentano rischi particolarmente elevati.”

“Questo intervento evidenzia l’importanza della collaborazione tra diverse specialità e la capacità dei professionisti di unire competenze ed esperienze per offrire ai pazienti cure sempre più appropriate e sicure – afferma Maria Letizia Casani, direttrice generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest –. L’Ospedale di Livorno dispone di personale altamente qualificato e di una robusta capacità innovativa. Questo patrimonio, sotto la direzione del responsabile del presidio Spartaco Mencaroni, consente di affrontare situazioni complesse e di sviluppare nuove opportunità di cura, garantendo qualità e attenzione ai bisogni di salute del territorio livornese e oltre.”

Fonte: Asl Toscana nord ovest – Ufficio stampa

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