Tra le opere litterarie che trattano il mondo del lavoro, uno dei testi più notevoli è un poema scritto da un giovane autore francese, scomparso prematuramente poco dopo la pubblicazione. Il titolo dell’opera è “Alla linea“, ed è stato tradotto in italiano da Bompiani. L’autore, Joseph Ponthus, è venuto a mancare a causa di una malattia all’età di poco più di quarant’anni. Sebbene abbia scritto solo questo romanzo-poesia, la sua creazione è stata sufficiente a lasciare un’impronta duratura, straordinaria, cruda e perfetta.
La narrazione è autobiografica. Ponthus descrive la sua esperienza come operaio interinale, dapprima in una fabbrica di conserve di pesce, poi in un mattatoio. L’autore si sofferma sui gesti ripetitivi che compie lungo la “linea”, e sugli incontri avvenuti durante le sue varie esperienze lavorative. Sullo sfondo si staglia la regione francese della Bretagna, che conferisce al protagonista una sensazione di oppressione.
La potenza di “Alla linea” risiede nella capacità di trasformare in poesia il lavoro, ma è importante notare che non si tratta di un’ode alla professione, tutt’altro. Ponthus è meticoloso nell’illustrare l’alienazione, la fatica, la perdita di sogni e speranze: la sua vita da interinale è un vero e proprio inferno, non quello tradizionale di fiamme e fuoco, ma piuttosto un’esistenza in cui un gamberetto o un buccino in più sottraggono tempo a un abbraccio con la persona amata. La scrittura, in versi liberi, conferisce a questo già magnifico libro una dimensione eccezionale, elevandolo tra i grandi classici della letteratura sul lavoro.
Titolo: Alla linea
Autore: Joseph Ponthus
Traduttrice: Ileana Zagaglia
Casa editrice: Bompiani
Anno di pubblicazione: 2022 (in Francia 2019)
Pagine: 256
Prezzo di copertina: 17 euro
