In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, le consigliere comunali e le coordinatrici territoriali di Fratelli d’Italia dell’Empolese Valdelsa — Francesca Peccianti, Lucia Masini, Serena Urso, Greta Costagli, Daniela Vallini, Maddalena Pilastri, Manuela Mussetti ed Elisabetta Villani — intendono offrire una riflessione condivisa, sobria, priva di retorica e polemiche, basata sulla responsabilità collettiva e sulla concretezza delle scelte.
Come sottolineato più volte dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “la violenza contro le donne non è un problema privato, ma una questione culturale che coinvolge l’intera società”. Nel corso degli anni, la premier ha comunicato un messaggio chiaro: “non bastano celebrazioni o campagne simboliche, è necessario un impegno costante”, che comprenda educazione, prevenzione, ascolto e la prontezza dello Stato nel proteggere chi chiede aiuto.
Questo concetto è ribadito anche nel recente ddl sulla violenza sessuale, approvato all’unanimità in Commissione parlamentare: un forte segnale che afferma un principio semplice e fondamentale — su questo tema “non ci sono bandiere”. Esiste solo il dovere di tutelare la dignità della persona.
In questa giornata desideriamo ricordare che la lotta contro la violenza “non è — e non può essere — una battaglia ‘delle donne per le donne'”. Deve coinvolgere tutta la comunità, a partire dagli uomini: padri, mariti, colleghi, studenti, amministratori. Come affermato dalla Presidente Meloni, “il rispetto non è un gesto: è una cultura che si trasmette”.
Una cultura che costruiremo insieme.
Francesca Peccianti: “Quando una donna trova il coraggio di chiedere aiuto, lo Stato e le istituzioni devono essere pronte a rispondere. La nostra responsabilità, come amministratrici, è di non voltare le spalle e di sostenere percorsi concreti di protezione e prevenzione.”
Lucia Masini: “La violenza non si manifesta all’improvviso: si radica dove manca educazione e rispetto. È quindi necessario avviare percorsi culturali nelle scuole e nelle famiglie. Il cambiamento comincia dai piccoli gesti quotidiani.”
Serena Urso: “Gli uomini devono essere attivamente coinvolti in questa battaglia. Devono essere protagonisti del cambiamento, non semplici spettatori. Solo quando saranno parte integrante della costruzione di una cultura di rispetto, avremo una società realmente più sicura per tutti.”
Greta Costagli: “Ogni comunità ha la responsabilità di garantire alle donne ascolto, accoglienza e percorsi di uscita dalla violenza. Questo è un impegno che compete all’intera rete territoriale: istituzioni, associazioni, servizi sociali.”
Daniela Vallini: “Il dolore non deve mai essere strumentalizzato. Le vittime meritano rispetto, silenzio e responsabilità, non slogan. Oggi è il momento di rinnovare il nostro impegno, piuttosto che cercare visibilità.”
Maddalena Pilastri: “Le leggi sono fondamentali, ma non sufficienti: è necessaria una rivoluzione culturale che parta dal linguaggio, dai comportamenti quotidiani, dalla capacità di riconoscere e contrastare anche i segnali più sottili di sopraffazione.”
Manuela Mussetti: “In quanto donne nelle istituzioni, sentiamo il dovere di essere un punto di riferimento per coloro che vivono situazioni di fragilità. Nessuna deve sentirsi sola. La violenza si combatte creando comunità più consapevoli e unite.”
Elisabetta Villani: “Ricordiamo che la violenza non colpisce solo le vittime, ma intere famiglie e comunità. Educare al rispetto significa proteggere il futuro dei nostri figli e delle nostre figlie.”
“La violenza non inizia con atti estremi. Essa ha inizio dove finisce il rispetto. Combatterla significa insegnare che amare non è possedere; che la forza non è dominare; che la libertà dell’altro è un valore, mai una minaccia. Come donne impegnate nelle istituzioni del nostro territorio, rinnoviamo il nostro impegno a sostenere ogni azione che prevenga, protegga e accompagni. Con spirito di collaborazione e senza cedere alla tentazione della strumentalizzazione politica. Oggi non celebriamo una ricorrenza. Oggi rinnoviamo una responsabilità. Una responsabilità che appartiene a tutti: donne e uomini, istituzioni, famiglie, scuole, comunità. Solo insieme possiamo costruire una cultura del rispetto che non sia solo una dichiarazione annuale, ma che venga vissuta quotidianamente”, concludono le donne di FdI Empolese Valdelsa.
Fonte: UFFICIO STAMPA FRATELLI D’ITALIA PER L’EMPOLESE VALDELSA
