La Basilica di Santa Croce commemora l'alluvione del '66

La Basilica di Santa Croce commemora l’alluvione del ’66

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Santa Croce, simbolo del dramma dell’alluvione, ricorda quanto accadde sessant’anni fa, nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1966. Il Cristo di Cimabue e L’ultima cena di Giorgio Vasari rappresentano sia il dolore di quell’epoca che la coraggiosa rinascita che ne è seguita.

La Basilica, che fu uno dei luoghi più colpiti dalla furia dell’Arno, mercoledì 4 novembre sarà al centro delle commemorazioni: a dare il benvenuto a istituzioni e cittadini saranno la Comunità dei Francescani e l’Opera di Santa Croce. Alle ore 9, si svolgerà una concelebrazione presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti (che all’epoca fu un “angelo del fango”), con la partecipazione del cardinale Giuseppe Betori – anche lui giovane volontario proveniente da Roma – e dell’arcivescovo Gherardo Gambelli. Durante l’evento verranno ricordate le vittime, coloro che vissero quei giorni tragici e tutti quelli che si dedicarono ai soccorsi e alla successiva ricostruzione. La cerimonia proseguirà con un corteo che si dirigerà verso Ponte alle Grazie, dove avrà luogo la deposizione di una corona nell’Arno (ore 10.30).

Nel 1966, acqua e fango invademmo il complesso monumentale, raggiungendo nel Cenacolo quasi cinque metri di altezza e causando danni a opere di immenso valore. Tra queste, il Crocifisso ligneo di Cimabue, che per la memoria collettiva è simbolo di sofferenza ma anche della volontà di ricuperare e preservare un patrimonio che appartiene all’intera umanità. Nei giorni scorsi, L’Ultima cena di Vasari, restaurata nel 2016 dall’Opificio delle Pietre Dure, è stata sottoposta a una prova di sollevamento per verificarne la sicurezza. Quest’opera è dotata di un meccanismo manuale che, in caso di emergenza, consente di elevarla in undici secondi, garantendo una messa in sicurezza immediata tramite un sistema di contrappesi.

Venerdì scorso, un documentario emozionante dedicato a Piero Bargellini, presentato all’interno del Cenacolo, ha raccontato il dolore subito dal complesso monumentale e dal quartiere intero. L’Opera di Santa Croce ha pianificato una serie di visite guidate speciali sul tema Dramma e rinascita: l’Arno e Santa Croce, in programma nei sabati 14 e 21 novembre (primo turno ore 14.15, secondo turno ore 16). Il complesso monumentale ha subito diversi eventi devastanti nel corso dei secoli, ma l’esondazione del 1966 è stata la più violenta mai registrata a Firenze, causando danni enormi al patrimonio. Il percorso delle visite esplorerà le cicatrici lasciate da quel drammatico evento, che il complesso monumentale conserva ancora vivide nella memoria, e che, paradossalmente, hanno dato impulso a moderne attività di tutela e conservazione attraverso recuperi che prima sembravano impossibili. Le prenotazioni per le visite sono disponibili sul sito santacroceopera.it.

Gli studenti dell’Istituto Alberti-Dante guideranno, invece, giovedì 5 novembre, i Percorsi didattici su Santa Croce e l’alluvione, destinati a scolaresche della Città metropolitana di Firenze e ai turisti. Questa iniziativa è parte del progetto 1966-2026: Firenze dentro e fuori l’alluvione, promosso da RAI Toscana in collaborazione con le istituzioni locali.

Infine, sabato 7 novembre, in basilica alle ore 21, si terrà un concerto commemorativo organizzato da Splendor of Florence in collaborazione con l’Opera di Santa Croce e l’Accademia del Maggio Musicale. L’Orchestra e il Coro dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, con la partecipazione straordinaria dei professori d’orchestra della Rhode Island Philharmonic Orchestra, eseguiranno il Requiem in re minor K. 626 di Mozart.

Fonte: Opera di Santa Croce

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