Durante l’assemblea annuale di UNIC-Concerie Italiane, in cui si è svolto il passaggio di consegne tra il presidente uscente Fabrizio Nuti e il nuovo presidente Alessandro Iliprandi, l’associazione ha affrontato la questione dell’inchiesta KEU, esprimendo preoccupazione per il ‘silenzio mediatico’ riguardante l’estraneità di Aquarno e Consorzio Depuratore rispetto ai fatti contestati.
Nella sua relazione di fine mandato, il presidente uscente Fabrizio Nuti ha dichiarato: “Questa situazione ha infangato un settore il cui impegno verso l’ambiente e l’etica è sempre stato chiaro. Dopo cinque anni, si è accertato che non ci sono responsabilità attribuibili ad Aquarno e al Consorzio Depuratore per la contaminazione da Keu, ed è caduta l’accusa di associazione a delinquere. Avrei voluto vedere una parte di quell’impatto mediatico andare in direzione opposta, ma è stato quasi nullo“.
Il presidente uscente ha inoltre evidenziato le ripercussioni che, a suo avviso, l’inchiesta ha avuto sul distretto. “Ricorderete gli arresti, i sequestri e l’intenso impatto mediatico, durato mesi e che ha coinvolto l’intero settore conciario italiano. Incredulo e sconvolto, il distretto ha lottato per riacquistare la dignità che meritava. Questa vicenda ha innegabilmente comportato una perdita di opportunità di sviluppo a livello consortile, ma non importa, si recupereranno”.
Sul tema è intervenuto anche Alessandro Iliprandi, il nuovo presidente di UNIC-Concerie Italiane. A margine dell’assemblea, Iliprandi ha sottolineato la differenza, secondo lui, tra l’attenzione riservata all’inizio dell’inchiesta e quella dedicata ai suoi esiti finali: “La vicenda è finita nel dimenticatoio perché il settore conciario non era implicato, però abbiamo visto titoli sensazionalistici quando è scoppiata la notizia e quasi nulla quando si è conclusa la questione”.
