In seguito all’incendio che si è verificato il 17 agosto 2026 presso il stabilimento della Società Italiana Medicinali Scandicci (SIMS Srl), situato in località Montanino al Filarone, nel comune di Reggello (FI), ARPAT ha svolto accertamenti per esaminare le condizioni dell’impianto e le possibili conseguenze ambientali dell’incidente, attivata dalla Sala operativa della Città Metropolitana di Firenze su richiesta del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Firenze.
Il sopralluogo effettuato dal Dipartimento ARPAT di Firenze ha focus sul serbatoio per la raccolta delle acque di processo dell’intero stabilimento, dove si è verificata una deflagrazione seguita dall’incendio dei reflui contenuti. La deflagrazione ha causato il distacco della copertura del serbatoio e la fusione di alcune strutture in alluminio. Le fiamme hanno anche interessato il tubo di aspirazione delle pompe, realizzato in materiale plastico, mentre le pompe stessa, posizionate all’esterno del serbatoio, sono risultate intatte.
Durante il sopralluogo, sono state osservate delle variazioni nel livello dei reflui nella vasca nei giorni precedenti all’incendio, che sembrano legate ad alcune attività di manutenzione svolte nello stabilimento.
Inoltre, è stato eseguito un campionamento dell’acqua ancora presente nel serbatoio, per verificare la concentrazione residua di solventi. Il campione prelevato è attualmente in fase di analisi presso i laboratori ARPAT.
I risultati delle analisi saranno valutati in relazione alle informazioni relative alle attività svolte nei giorni precedenti l’esplosione, tenendo presente che il campione è stato prelevato dopo l’evento e che il contenuto del serbatoio ha subito l’influenza delle operazioni di spegnimento e dell’uso di schiume estinguenti.
Il 19 agosto, la SIMS ha inviato agli enti competenti una relazione sull’incidente, contenente un’analisi delle cause, insieme all’indicazione delle azioni già intraprese e di quelle da intraprendere.
A seguito del sopralluogo e della relazione ricevuta, ARPAT ha quindi proposto alla Regione di richiedere alla società di integrare l’analisi delle cause dell’incidente, fornendo una ricostruzione dettagliata delle attività che hanno contribuito alla formazione dei reflui presenti nel serbatoio nel periodo antecedente l’evento, una valutazione delle temperature dei reflui, e gli elementi a supporto dell’ipotesi relativa all’origine dell’innesco e alle implicazioni ambientali delle operazioni straordinarie programmate, compresi i rifiuti e le emissioni che potrebbero essere generate e le misure di mitigazione correlate.
Considerati i danni causati dall’esplosione e gli interventi in corso nello stabilimento, è stata anche proposta alla Regione di vietare la ripresa dell’attività produttiva e l’attivazione dello scarico dei reflui industriali fino alla verifica del recupero della piena efficienza del sistema di depurazione e di richiedere alla società la presentazione di un piano di controlli da effettuare.
La Regione Toscana ha accolto le proposte dell’Agenzia, vietando la ripresa delle attività fino a quando non sarà implementato un piano di verfica per il recupero della piena efficienza del depuratore. Inoltre, ha richiesto ulteriori informazioni sulla ricostruzione dell’incidente, al fine di comprendere se i reflui prodotti in quel periodo presentino caratteristiche diverse da quelle previsti dall’Autorizzazione integrata ambientale.
Le indagini sulle cause dell’incidente e sulle condizioni dell’impianto continueranno nei prossimi giorni, anche sulla base delle integrazioni richieste alla società e dei risultati delle analisi sui reflui prelevati dopo l’evento.
Fonte: ARPAT
