Il primo innings dell'Ateneo fiorentino: la squadra di cricket dell'UniFi entra in campo

Il primo innings dell’Ateneo fiorentino: la squadra di cricket dell’UniFi entra in campo

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Corri, Sei, Out. Frasi che presto diventeranno familiari agli studenti dell’Università di Firenze. Viene formata la squadra di cricket di Unifi, un progetto pilota nato dalla proposta dello studente pakistano Syed Ali Dilawar Shah (qui la sua intervista), accolta dall’Ateneo fiorentino con l’intento di creare la prima squadra universitaria dedicata a questa disciplina.

Ancora poco conosciuto nel nostro paese, il cricket è uno degli sport più seguiti in nazioni come Pakistan e India, dove ha un vastissimo seguito di tifosi. Per avviare l’iniziativa, l’Ateneo ha utilizzato i fondi del progetto PRO-BEN 2 – University for students health, mirato a promuovere il benessere psicofisico e a contrastare i fenomeni di disagio psicologico ed emotivo tra gli studenti. La sperimentazione contempla inoltre la collaborazione con il CUS Firenze, che si occuperà dell’organizzazione delle attività dedicate ai giocatori di cricket.

Il progetto sportivo si svolgerà per tre mesi, fino alla fine del 2025. La nuova squadra prevede la partecipazione di 15 atleti già selezionati e rappresenta un primo passo verso la creazione di un team stabile. Gli allenamenti si terranno presso l’impianto Val di Rose, all’interno del Campus scientifico e tecnologico di Sesto Fiorentino, con sessioni bisettimanali il lunedì e il giovedì.

“Lo sport è un fantastico mezzo per socializzare, condividere una passione e costruire relazioni” – spiega la rettrice Alessandra Petrucci –. Accogliere la richiesta di uno studente internazionale per formare una squadra di cricket, in collaborazione con il CUS, significa per noi rafforzare il nostro impegno verso l’inclusione e l’integrazione”.

Siamo estremamente felici di collaborare a questo progetto con l’Università di Firenze – afferma Matteo Bindi, presidente del CUS Firenze perché crediamo fermamente nel valore dello sport come strumento di integrazione e partecipazione, sia per gli studenti italiani che per quelli internazionali”.

Fonte: Università degli Studi di Firenze – Ufficio Stampa

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