Per la 24° edizione del Pisa Book Festival, in programma dal 2 al 4 ottobre 2026 , si conferma la riuscita iniziativa delle sedi diffuse, con il fulcro all’area degli Arsenali Repubblicani, dove saranno presenti 80 editori indipendenti da tutta Italia. Gli eventi si svolgeranno anche nelle eleganti sale di alcuni dei palazzi storici più noti della città: il Museo delle Navi Antiche di Pisa, Palazzo Reale, Palazzo Blu, la Torre Guelfa e, per la prima volta, il Palazzo della Sapienza, che ospiterà la cerimonia dei Translation Awards.
In questa edizione speciale non poteva mancare la casa editrice napoletana Homo Scrivens, guidata da Aldo Putignano, presente agli Arsenali Repubblicani con le sue ultime pubblicazioni, autori in sessione di firme e presentazioni. L’appuntamento è allo stand numero 40, dove sarà possibile incontrare diversi scrittori, tra cui i toscani Fabrizio Falchi, autore di Polvere di gesso, che narra le vicende di Luigi Fucini, un ricercatore al CNR di Pisa impegnato nella soluzione di un caso difficile; Valeria Sara Papini, autrice di Il profumo di garofano rosso, L’ultimo sacerdote, La notte della follia e Il segreto del faggio, dove l’avvocato Anna Donati dirige indagini intrecciate di storia e leggende; e Emanuele Faconti, con La casa delle bambole rotte, dove il professor Amedeo Barale, docente di filosofia da poco a Viareggio, si trova a fronteggiare situazioni inaspettate.
Falchi, Papini e Faconti presenteranno i loro volumi domenica 4 ottobre alle 16 in Torre Guelfa, in compagnia dell’autore partenopeo Armando Guarino, uno dei nuovi nomi della narrativa gialla italiana, che presenterà il suo romanzo “La firma del samurai”, pubblicato il 25 settembre. Si tratta di un thriller inquietante ambientato tra le strade di Milano e Napoli. La trama, complessa, segue l’ispettore Corrado Rota mentre indaga sulla morte di Rosina, la prostituta che era sua ex informatrice. Parallelamente, nella questura di Napoli, la psicologa Susy Scala cerca di chiarire gli omicidi di un serial killer in azione in città. Non sembrano esserci collegamenti tra le vittime, né un movente evidente. L’unico elemento comune è un particolare metodo di uccisione: il taglio alla harakiri. Le indagini si basano su un solo indizio: una felpa con ali stampate indossata dal killer, etichettato dai media come Il samurai. La prefazione è a cura di Luca Crovi.
Armando Guarino, originario di Napoli, ha vinto il premio Publio Virgilio Marone con il romanzo Ben Moussa, il bambino nello specchio (Santelli editore 2022). Con Homo Scrivens sta lavorando alla serie crime incentrata sulla psicologa Susy Scala e l’ispettore Corrado Rota, protagonisti di La solitudine dei corpi (2023) e Un attimo prima di morire (2024), quest’ultimo già premiato dalla giuria al Garfagnana in giallo 2025, e del racconto nell’antologia Mentre tutti dormono, insieme a Sara Bilotti e Martin Rua.
Polvere di gesso di Fabrizio Falchi, come afferma Marco Malvaldi “è un corridoio, su cui si affacciano molte porte chiuse. Porte tutte simili, dietro le quali si nascondono persone diverse”. Una descrizione enigmatica, che diventa chiara solo scavando tra le complessità di questa storia insolita ambientata nel mondo inaspettato della realtà virtuale. Luigi Fucini, esperto in intelligenza artificiale presso il CNR di Pisa, si trova un giorno a dover affrontare una tragedia che coinvolge Linda, una collega precaria specializzata in mondi virtuali. Linda sceglie Jeremy dei Pearl Jam come testamento del suo suicidio. Luigi fatica ad accettare quella morte e l’uso di quella canzone, che ha significati profondémenti per lui. Seguito dai propri fantasmi, inizia a indagare sulla vita della collega per scoprire verità sorprendentemente incredibili…
Fabrizio Falchi, ingegnere informatico, svolge attività di ricerca in intelligenza artificiale presso il CNR di Pisa, con particolare attenzione al gruppo di Computer Vision e Deep Learning. Appassionato di musica, fa il suo esordio letterario con questo romanzo.
Il profumo di garofano rosso di Valeria Sara Papini è un altro titolo imperdibile. La realtà si intreccia con la fiction nei procedimenti investigativi di Anna Donati, dove enigmi, codici da decifrare e messaggi da interpretare si amalgamano in un viaggio temporale che riporta alla notte del 12 aprile 1913. Tutto comincia con la scoperta di un garofano rosso dipinto a olio su tela, ritrovato nella tomba del bisnonno Giuseppe e firmato da Amedeo Modigliani. Saranno molte le sfide che incontrerà lungo il cammino questa singolare detective, mentre cerca di risolvere il cold case aperto dalla Procura di Livorno riguardo al ritrovamento del dipinto…
Valeria Sara Papini risiede a Pisa, dove esercita la professione di avvocato. Ha pubblicato per Homo Scrivens le indagini storiche e leggendarie di Anna Donati: L’ultimo sacerdote, La notte della follia e Il segreto del faggio.
La casa delle bambole rotte di Emanuele Faconti è un romanzo che, come annota Barbara Perna, mescola sapientemente commedia e thriller, costruendo un crescendo di tensione che conduce a un finale di chiara ispirazione hitchcockiana.
Immagina che un giorno tutti comincino a considerarti con disprezzo e biasimo. Che ogni sguardo si trasformi in un giudizio, ogni parola in un sospetto. È ciò che succede al professor Amedeo Barale, nuovo docente di filosofia a Viareggio. Le circostanze sembrano incastrarlo in un reato terribile, ma qualcosa non quadra. A occuparsi della situazione è l’ispettrice capo Vera Morelli.
Emanuele Faconti, nato in provincia di La Spezia, ha vissuto tra Pisa, Firenze, Roma e Bologna ma ora risiede in Versilia. Ha pubblicato numerosi racconti in antologie e riviste letterarie. Sotto lo pseudonimo EF Marin, ha creato la serie cosy crime “Le ragazze del Gasoline”, composta da quattro romanzi e un racconto, tutti ambientati tra Trieste e Bologna.
Fonte: Ufficio stampa
