A Montefioralle, i lavatoi secolari tornano a splendere. Questa struttura rappresenta uno degli insediamenti storico-architettonici più significativi del territorio chiantigiano, appartenenti alla tipologia dei manufatti minori.
I lavatoi sono stati riportati al loro antico splendore grazie a un attento intervento di ripristino dei vecchi manufatti, situati all’esterno del borgo murato. Il progetto è stato finanziato parzialmente dall’Ato, Autorità Idrica Toscana, ottenuto dal Comune attraverso la partecipazione a un bando pubblico, e in parte anche con fondi del bilancio comunale, per un totale che si aggira intorno agli 80mila euro.
Il sindaco Paolo Sottani e l’assessore ai Lavori pubblici Giulio Saturnini hanno inaugurato questo progetto di riqualificazione del manufatto di importanza storica. “Con questo intervento – afferma il sindaco Paolo Sottani – abbiamo esaltato la struttura e il contesto ambientale di valore in cui è situata”. “Il restauro – sottolinea l’assessore Giulio Saturnini – è stato effettuato da un’azienda specializzata in restauri di opere di pregio, ed ha riguardato la ristrutturazione e rifunzionalizzazione dei lavatoi, posizionati in via delle Lenzole”. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato anche i rappresentanti della ditta esecutrice, la Sansone Srl.
L’evento ha offerto l’opportunità di riscoprire la memoria di un luogo che ha rappresentato il cuore della vita sociale del borgo, un punto d’incontro per le generazioni di donne che si sono alternate nel corso del tempo. Le vasche venivano utilizzate per il risciacquo e erano situate vicino alla sorgente d’acqua; altre servivano per insaponare i panni. Alla cerimonia erano presenti oltre al sindaco Paolo Sottani, gli assessori Giulio Saturnini, Monica Toniazzi e Paolo Tepsich, anche Marina Crini, presidente del Comitato Turistico di Montefioralle, che ha condiviso intensi ricordi ed emozioni legati alla quotidianità dei lavatoi di oltre mezzo secolo fa.
“Ho tanti bei ricordi associati a questo manufatto – racconta Marina Crini – che è diventato il luogo del cuore per tutta la comunità di Montefioralle. Andavamo ogni giorno con la mamma e la nonna a lavare i panni; le donne del paese lo chiamavano ‘viai’. Era uno spazio vivace, dove non solo si portavano a termine i lavori domestici, ma si conversava, si stava insieme, si vivevano momenti di vera socialità. C’era chi cantava, chi raccontava storie, e chi discuteva di tutto, circondato dal fragore dell’acqua fresca che credevo di sentire ancora, acqua potable che scorreva dal bocchettone di pietra sotto la volta della struttura principale. La mia mamma diceva che per curiosare nei fatti degli altri bastava passare qualche ora lì con loro. E ai lavatoi di Montefioralle ho trascorso davvero tanto tempo. Da bambina, mi divertivo ad ascoltare le risate e le chiacchiere delle amiche di mia madre, donne forti e determinati; ci costruivo anche dei giochi, giocavamo a nascondino e facevamo merenda con i compagni della scuola vicina. Ricordo che la maestra ci portava quotidianamente in questo luogo speciale durante la ricreazione. Un dolce ricordo del passato che custodisco da oltre settant’anni e oggi, grazie al restauro e alla valorizzazione della struttura, può continuare a vivere come un punto di riferimento contemporaneo.”
Il manufatto è abbellito da alcuni anni dalla scultura dell’artista artigiano Arturo Badii, che raffigura una volpe, simbolo della vita nei boschi chiantigiani, che veglia sui lavatoi, custode della memoria e del futuro del borgo.
Fonte: Associato del Chianti Fiorentino – Ufficio Stampa
