Fratture da fragilità: lo studio Aoup conferma l'efficacia del trattamento precoce.

Fratture da fragilità: lo studio Aoup conferma l’efficacia del trattamento precoce.

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La rapidità nell’erogazione di farmaci anti-osteoporotici a pazienti con fratture da fragilità diminuisce significativamente il rischio di rifratture imminenti.

Questa conclusione è supportata dai risultati di uno studio pilota condotto a Pisa, che ha rivelato anche un comune ritardo nella prescrizione di terapie antifratturative con farmaci anti-osteoporotici (Aom), la cui somministrazione tempestiva potrebbe prevenire ulteriori rotture dovute a fragilità ossea.

Lo studio, monocentrico e retrospettivo, ha analizzato i dati anamnestici di una coorte di pazienti provenienti dall’area vasta nord-ovest della Toscana, che si sono recati all’Ambulatorio multidisciplinare per fratture da fragilità attivato in Aoup nel 2014.

Fino a oggi, non esisteva in letteratura scientifica un lavoro con dati italiani – relativi a coorti di pazienti osteoporotici affetti da fratture da fragilità – mirato a mettere in evidenza le mancanze nel trattamento dell’osteoporosi, calcolare il ritardo nella prescrizione delle terapie e stimare il rischio di rifrattura associato a tale ritardo. L’Italia detiene la più alta prevalenza di osteoporosi (6,3% della popolazione) nell’Unione Europea, con un’incidenza grezza di fratture da fragilità pari a 20,6 per 1.000 individui di età pari o superiore a 50 anni (fonte Scope – scorecard per l’osteoporosi in Europa).

La ricerca pisana – diretta da Maurizio Mazzantini, reumatologo dell’Unità operativa di Reumatologia dell’Aoup, insieme a Vanna Bottai, ortopedica dell’Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Aoup, gestore dell’Ambulatorio fratture da fragilità – riempie una lacuna e dimostra chiaramente la necessità di adottare al più presto strategie preventive per minimizzare il ritardo nel trattamento di questa patologia.

L’osteoporosi è una malattia scheletrica progressiva caratterizzata dalla riduzione della massa ossea e dal deterioramento della struttura ossea. È particolarmente prevalente tra le donne in post-menopausa e nella popolazione anziana, ed è la causa più comune di fratture spontanee, note anche come fratture da fragilità. Spesso, è associata a disabilità, riduzione della qualità della vita e un aumento della mortalità precoce. Si prevede che tra il 2019 e il 2034 ci sarà un incremento del 24,8% delle fratture da fragilità nell’UE, in concomitanza con un aumento stimato dell’11,4% della popolazione anziana. L’osteoporosi rappresenta pertanto un onere economico crescente per i sistemi sanitari di tutta Europa; nel 2019, il costo diretto totale delle fratture da fragilità nell’UE ha raggiunto i 56,9 miliardi di euro (+ 64% rispetto al 2010).

Lo studio ha analizzato le storie cliniche di 500 pazienti osteoporotici adulti, di entrambi i sessi, con fratture da fragilità primarie o secondarie (vertebre, anca, omero, polso, bacino) selezionati casualmente dal 2014 a fine 2023 tra coloro che si sono presentati all’Ambulatorio fratture da fragilità (sono stati esclusi 41 pazienti con anamnesi incompleta).

È stata quindi identificata la coorte che aveva ricevuto – prima della presa in carico all’Ambulatorio dedicato dell’Aoup – farmaci anti-osteoporotici entro 2 mesi (gruppo “trattamento precoce”) e chi non ne aveva ricevuti (gruppo “non trattato”). L’insorgenza di rifratture è stata valutata retrospettivamente in entrambi i gruppi, seguita da un’analisi della sopravvivenza e del rischio.

I risultati hanno rivelato che oltre l’80% dei pazienti aveva ricevuto la terapia con notevole ritardo, che il gruppo “non trattato” presentava una maggiore incidenza di rifratture rispetto al “trattamento precoce” (78% vs. 48%) e che, nel gruppo “trattamento precoce”, la probabilità di rifrattura era inferiore del 44% (edm).

Fonte: Aou Pisana – Ufficio Stampa

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