Alla già intricata situazione tecnica della Fiorentina si aggiunge un pesante clima di tensione esterna. Negli ultimi giorni, diversi giocatori viola e le loro famiglie sono stati oggetto di minacce e insulti sui social, con attacchi che hanno coinvolto anche mogli e figli. La denuncia più evidente è stata sollevata dalla compagna del difensore Dodô, che ha condiviso sul suo profilo Instagram gli attacchi ricevuti.
In risposta, la società ha rilasciato un comunicato ufficiale esprimendo “piena solidarietà e totale condanna” per gli eventi, ribadendo che “non ci sarà mai spazio nel club per intimidazioni, odio o violenza”. Inoltre, il club ha informato di aver contattato immediatamente le autorità competenti affinché vengano adottate le necessarie misure di protezione per i propri tesserati e le loro famiglie.
Questi episodi si sono verificati in un momento di profondissima incertezza sportiva. Dopo 14 giornate, la squadra si trova in ultima posizione in classifica con 6 punti, senza vittorie e con 8 sconfitte, nonostante gli investimenti estivi pari a 92 milioni di euro. Il cambio in panchina, con Paolo Vanoli subentrato a Stefano Pioli, e le dimissioni del ds Daniele Pradè, sostituito internamente da Roberto Goretti, non hanno finora portato i frutti attesi.
Il rendimento è deficitario in tutti i reparti: 24 reti subite, il dato più alto della Serie A, 11 gol realizzati e notevoli difficoltà sia in fase offensiva che difensiva. Rispetto alla scorsa stagione, i viola segnano un deficit di 25 punti.
Nelle ultime ore sono emersi segnali che confermano la mancanza di coesione all’interno del gruppo. Nel match contro il Sassuolo, il rigore è stato calciato da Mandragora, mentre Kean era pronto a tirare. Vanoli aveva attribuito a Gudmundsson la scelta di non tirare il penalty, ma il giocatore ha smentito pubblicamente sui social, chiarendo di non aver mai rifiutato un rigore. Durante la partita, anche il capitano Ranieri ha ignorato il tecnico al momento della sostituzione.
