Giungevano principalmente da Agnano, Ripafratta, Molina di Quosa e Rigoli, ma non mancavano nemmeno pisani e livornesi. Si trovavano a Romagna, un’area situata sui Monti Pisani sopra Molina, per sfuggire ai bombardamenti. Nella notte tra il 6 e il 7 agosto 1944, le SS naziste, sotto il comando del maggiore Walter Reder, condussero un rastrellamento che portò alla cattura di 300 uomini e una donna, Livia Gereschi, insegnante di tedesco che si era offerta come mediatrice. Sessantanove di loro, inclusa Gereschi, furono fucilati l’11 agosto dopo giorni di violenze e torture, in diverse località tra Filettole, Balbano e Quiesa.
Il ricordo dell’eccidio avvenuto 82 anni fa rappresenta una memoria tragica e condivisa per la comunità sangiulianese, che domenica mattina (2 agosto) si radunerà ancora una volta davanti al sacrario che onora le 69 vittime della brutalità nazista, realizzata con la complicità di fascisti locali, per una cerimonia commemorativa. Come ogni anno, questa è promossa dal Comitato interparrocchiale per le onoranze ai “Martiri della Romagna” di Pugnano, Molina di Quosa, Ripafratta, Rigoli e Colognole.
L’appuntamento è fissato per le 8.30, con l’accoglienza delle autorità di fronte al sacrario che ricorda il luogo del rastrellamento. Sarà sicuramente presente il sindaco di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, accompagnato da numerosi cittadini che, nonostante il caldo estivo, non mancano mai a questo incontro. Alle 9 ci sarà la deposizione della corona da parte dell’amministrazione comunale, seguita dalla Santa Messa in suffragio celebrata da don Lorenzo Correnti, vice cancelliere della Curia Arcivescovile.
Fonte: Comune di San Giuliano Terme
