Distretto Tessile di Prato a Bruxelles: Presentazione del Position Paper 2026 e del Progetto di Laboratorio Europeo per il Tessile Circolare

Distretto Tessile di Prato a Bruxelles: Presentazione del Position Paper 2026 e del Progetto di Laboratorio Europeo per il Tessile Circolare

19 0

Una delegazione unitaria del Distretto Tessile di Prato, guidata dal Sindaco di Prato Matteo Biffoni e composta da rappresentanti del Comune, delle associazioni di categoria (Confindustria Toscana Nord, CNA Toscana Centro, Confartigianato Imprese Prato) e delle organizzazioni sindacali (CGIL, CISL), ha incontrato a Bruxelles i funzionari chiave della Commissione Europea per la transizione verde e industriale. La delegazione ha avuto un colloquio con Stefano Soro, Capo Unità della DG GROW.F.3 (Sustainable Products & Textiles), e con i tecnici della DG ENV (Vincenzo Gente, Silvia Ferratini, Piotr Rapacz), dedicati alle politiche ambientali, alla gestione dei rifiuti e alla chimica.

Questo incontro è stato organizzato in occasione della Settimana europea delle Regioni e delle Città (#EURegionsWeek), che si tiene a Bruxelles dal 12 al 14 ottobre.

Durante l’incontro, è stato presentato il Position Paper 2026 del Distretto, un documento strategico condiviso tra tutte le parti sociali del Tavolo di Distretto. È stata lanciata una proposta concreta: trasformare Prato nel primo Living Lab e laboratorio industriale d’Europa per testare l’impatto delle nuove normative in materia di ecodesign, tracciabilità ed Extended Producer Responsibility (EPR).

“Siamo a Bruxelles per presentare il nostro Position Paper e dimostrare la solidità del modello industriale pratese – ha dichiarato il sindaco Matteo Biffoni –. Abbiamo presentato il Tavolo del Distretto, frutto di un’aggregazione tra Comune, categorie economiche e sindacati, con l’obiettivo di muoverci in maniera coesa e unitaria. Prato rappresenta un esempio pratico di applicazione delle politiche europee: abbiamo una lunga tradizione — la nostra “lana senza pecore” e il riciclo tessile — e infrastrutture innovative come il riciclo delle acque con GIDA e il nuovo Hub del Tessile. Non vogliamo essere semplici destinatari delle decisioni europee, ma partner attivi e pionieri dell’Unione Europea su temi cruciali come l’economia circolare e la transizione ecologica.”

“L’incontro con DG GROW e DG ENV è cruciale nel nostro percorso come tavolo di distretto – ha sottolineato l’assessora Benedetta Squittieri, coordinatrice del Tavolo di Distretto –. La collaborazione tra associazioni di categoria e sindacati dimostra che Prato può essere un esempio di attuazione delle politiche europee, non solo un territorio che subisce la nuova strategia europea sul tessile. Essere presenti dove vengono formulate le norme e rappresentare le caratteristiche del nostro distretto è fondamentale.”

Francesco Marini, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord, ha esposto le peculiarità del distretto tessile pratese: “Prato è da sempre un territorio all’avanguardia, pronto a mettere le proprie competenze industriali a disposizione delle istituzioni europee per sviluppare norme realistiche ed efficaci. La nostra filiera, con una storicità nella rigenerazione, rischia di vedere messi in pericolo tra 8.000 e 10.000 posti di lavoro se le nuove regole relative all’End-of-Waste e al REACH non terranno conto delle reali dinamiche dei processi produttivi. I materiali riciclati potrebbero essere assimilati a rifiuti se non si adottassero tempi di transizione per rispettare le nuove normative. Tra gli strumenti per sostenere il mercato, potrebbero esserci un’IVA ridotta su materiali rigenerati e l’obbligo di quote di riciclato nei Green Public Procurement, oltre al pieno riconoscimento del ruolo delle nostre PMI nella normativa EPR. Dall’ecoprogettazione al Passaporto Digitale di Prodotto, fino alla simbiosi industriale, Prato dimostra che la vera sostenibilità si misura valorizzando chi ricicla e produce materiali ogni giorno.”

Durante il confronto, sono state evidenziate le principali criticità operative che potrebbero penalizzare la filiera pratese (43.000 addetti, 7.000 imprese, 2,8 miliardi di euro di export). In relazione all’End-of-Waste, il distretto ha ribadito la richiesta di cessare la qualifica di rifiuto per materiali tessili selezionati, igienizzati e tagliati subito dopo la cernita commerciale, senza dover attendere la fase finale di sfilacciatura meccanica, così proteggendo la filiera della rigenerazione e i cenciaioli. Riguardo al Regolamento Ecodesign (ESPR), è stata evidenziata l’urgenza di superare un approccio rigidamente fibre-neutral basato solo sulla durabilità sintetica, valorizzando invece la circolarità reale della lana cardata riciclata e il riconoscimento dello standard GRS. In merito all’EPR e alla governance, si è sollecitato il riconoscimento del ruolo della manifattura d’eccellenza e dei contoterzisti nel governo dei consorzi di riciclo (come CORIT), oltre a un’eco-modulazione premiante per chi utilizza materie prime seconde. Infine, riguardo alle normative REACH e alla gestione delle sostanze chimiche, è stata richiesta una valutazione del rischio reale per i tessili riciclati storici, affiancata da metodi analitici chiari in grado di distinguere la presenza intenzionale di sostanze (come i PFAS) da contaminazioni di fondo involontarie.

L’incontro si è concluso con un impegno comune a proseguire il confronto tecnico, integrando le indicazioni di DG GROW e DG ENV, ed è stato formulato un invito ai funzionari della Commissione Europea per effettuare una visita di studio e verifica tecnica direttamente negli impianti del distretto di Prato.

Fonte: Comune di Prato – Ufficio Stampa

Fonte notizia