“Prendiamo impegni concreti. A livello nazionale, tuttavia, la gestione delle persone con disabilità non sempre è accompagnata da risorse finanziarie adeguate”. Questa è la riflessione del presidente della Toscana, Eugenio Giani, e dell’assessora alla sanità e politiche sociali, Monia Monni, in merito all’adozione da parte della giunta regionale di due provvedimenti molto aspettati: l’assegnazione delle risorse per il 2024 per continuare i progetti toscani per il “Dopo di noi”, che coinvolgono oltre novecento persone, e il supporto per l’assistenza domiciliare dei malati di Sla.
I nuovi criteri di distribuzione e un taglio orizzontale del 12% dei fondi nazionali hanno ridotto le risorse utilizzate finora per finanziare servizi e percorsi di accoglienza per persone con gravi disabilità senza o con poco supporto familiare, inserite nei progetti sul “Dopo di noi”. Il dialogo intenso tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e le Regioni ha protratto l’iter per oltre un anno: c’era il rischio di dover interrompere, anche per mancanza di fondi, percorsi e servizi già attivi. Di fronte a questa situazione, la Regione Toscana, che aveva anticipato una parte di quei fondi, ha deciso di integrare il fondo nazionale con oltre un milione e centomila euro, ai quali si aggiungono quasi 4 milioni e 147 mila euro nazionali.
“Abbiamo assicurato – spiega Monni – la continuità abitativa, affettiva e relazionale per le persone con disabilità che hanno lavorato negli anni per raggiungere un’effettiva autonomia dal loro nucleo familiare, vivendo esperienze in comunità nei più di novanta appartamenti disponibili per il ‘Dopo di noi’. Inoltre, siamo riusciti a supportare anche ulteriori iniziative per esigenze straordinarie”.
Per quanto riguarda l’assistenza domiciliare ai malati di Sla e per garantire il mantenimento del contributo di 1650 euro al mese per l’assunzione di un assistente personale, la giunta ha previsto un stanziamento di oltre due milioni e 600 mila euro. Questo contributo, attivo dal 2009, ha beneficiato l’anno scorso 157 persone. Le risorse provengono dal fondo nazionale per le non autosufficienze a partire dal 2016, una quota che la Regione Toscana ha deciso di destinare in via prioritaria a chi si trova in queste condizioni di salute. Tali risorse vengono trasferite alle Asl, che provvedono all’erogazione del contributo ai beneficiari. L’assistente personale è scelto direttamente dalla persona malata di Sla o dalla famiglia, e può essere un familiare o un’altra persona; rappresenta un supporto fondamentale per alleviare il gravoso onere assistenziale e permette di curarsi rimanendo nel proprio contesto di vita.
“Chiediamo al governo nazionale – concludono Giani e Monni – di sostenere con maggiore forza e adeguate risorse i percorsi di presa in carico delle persone con disabilità”. “Il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, ad esempio – prosegue l’assessora – non ha ancora previsto lo stanziamento per il 2025 del fondo caregiver. Lo stesso vale, in seguito alla riforma in materia di disabilità, per il fondo per l’implementazione dei progetti di vita, attualmente in fase di sperimentazione fino al 31 dicembre 2026, interessando tre territori toscani: Firenze, Massa Carrara e Arezzo”. “Il taglio del fondo con la legge di bilancio statale, da 25 milioni a 23 milioni e 750 mila euro annuali su base nazionale – conclude Monni – unito all’aumento della platea dei beneficiari dovuto alla norma, impoverisce ulteriormente le risorse disponibili per l’attuazione della riforma in materia di disabilità portata avanti dai servizi sanitari e sociosanitari, senza alcuna ulteriore risorsa aggiuntiva”.
Fonte: Regione Toscana – ufficio stampa
