“All’alba, ventitré medici sono stati perquisiti, telefoni e computer sequestrati, per aver fatto semplicemente il proprio dovere: attestare, in base alla scienza e alla coscienza, che alcune persone non erano idonee a essere rinchiuse in un CPR. È un evento estremamente serio, che dovrebbe suscitare riflessioni in chiunque tenga al nostro Stato di diritto“. Così il segretario del PD Toscana e parlamentare Emiliano Fossi commenta le perquisizioni recentemente effettuate anche a Firenze e Livorno nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Ravenna sui certificati di non idoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri.
“La salute è un diritto sancito dalla Costituzione, non un’arma nelle mani della politica securitaria. Se un medico, dopo aver visitato un paziente, attesta le sue condizioni, non sta commettendo un reato: sta semplicemente adempiendo al suo ruolo, con l’unico intento di salvaguardare la salute delle persone, senza distinzioni. Ridurre questa situazione a ‘associazione a delinquere’ è un’azione inquietante che potrebbe trasformare l’esercizio della professione medica in un’attività sospetta” prosegue Fossi.
“Esprimo la mia piena solidarietà ai medici coinvolti. Il vero scandalo non sono loro, ma le condizioni dei CPR: strutture che l’esperienza di questi anni ci ha dimostrato essere luoghi di degrado, violenza e sofferenza, dove si verificano numerosi atti di autolesionismo. Non sono adatte a nessuno, tantomeno a chi è vulnerabile o malato” aggiunge il deputato del Partito Democratico. “Mentre il Governo si compiace per questi blitz e qualcuno chiede la radiazione dall’albo per chi ha semplicemente rispettato il codice deontologico, la destra regionale toscana richiede alla Regione di ‘fare luce’, ovvero di processare pubblicamente dei professionisti sanitari. Non è questo il modo di affrontare la questione dell’immigrazione: nessuna necessità di sicurezza può giustificare una detenzione peggiore del carcere per chi si trova senza un permesso di soggiorno“.
“Come PD Toscana ci impegneremo a difendere il diritto alla salute e la dignità delle persone, e a sollecitare l’apertura di un reale dibattito sul superamento dei CPR” conclude Fossi.
Fonte: Ufficio stampa
