“Fin dalla celebrazione del Congresso Nazionale a Firenze lo scorso aprile e dalla nomina di un Responsabile per la campagna elettorale regionale, distinto dal Segretario e dai membri del Consiglio Direttivo in carica del partito, avevo già compreso che in Toscana si stava delineando una nuova linea politica destinata a cambiare profondamente gli equilibri interni alla Lega. I criteri incomprensibili e assurdi adottati per le scelte che si stanno concretizzando riguardo alle candidature per le prossime elezioni di metà ottobre non fanno che confermare questa mia intuizione“. Così scrive in una nota il consigliere regionale della Lega Massimiliano Baldini, presidente della Commissione Controllo a Firenze: “È una metamorfosi con la quale non concordo, non solo perché mi distacco nettamente da certe tendenze nostalgiche che non rispecchiano la mia sensibilità politica e che nulla hanno a che vedere con il concetto di sovranismo identitario che la Lega ha abbracciato fin dall’inizio della rivoluzione salviniana, ma anche perché, sul piano del metodo, l’uso del listino regionale bloccato – un meccanismo che consente a chi viene inserito in questo elenco di essere eletto direttamente in Consiglio Regionale senza dover affrontare la consueta competizione a preferenze – è uno strumento iniquo, che ostacola il normale esercizio democratico del voto, specialmente se a beneficio di un neo-iscritto. Pertanto, sebbene non mi sorprenda certe dinamiche partitiche che purtroppo si verificano e si continueranno a verificare, desidero esprimere la mia distanza dalla cosiddetta “vannaccizzazione” della Lega, in particolare della Lega Toscana, nella quale non mi riconosco, decidendo di non ricandidarmi alle prossime elezioni regionali“.
“Vannacci – continua Baldini – parla molto di valori, principi e meritocrazia, ma poi chiede il listino bloccato per chi è iscritto al partito da soli 4 mesi, a scapito dei militanti della Lega che sostengono il movimento da cinque, dieci, quindici, venti anni, giorno dopo giorno sul territorio. Questo è un affronto per un Gruppo Consiliare Regionale che ha svolto un lavoro eccezionale sotto la guida di Elena Meini, indicata come candidata Presidente e, in ultimo, per un Consigliere Regionale uscente della provincia di Lucca, al primo mandato, che si è impegnato quotidianamente per il territorio e il partito, senza nemmeno essere riconosciuto il diritto di fare il capolista nel suo collegio. È un vero schiaffo, non solo a me, a tutta la dirigenza regionale della Lega, ma a tanti viareggini, versiliesi, lucchesi, garfagnini e toscani che hanno apprezzato in questi tre anni il mio operato per le loro comunità. È come pretendere che la fascia di capitano venga assegnata a chi ha indossato la maglia da qualche settimana, o dare i gradi di comando dell’esercito a chi si è arruolato solo ieri: Generale, nella Lega il vero mondo al contrario sei tu!“.
“Vorrei chiarire che questa mia posizione è motivata da un’esigenza di chiarezza pubblica nei confronti dell’elettorato della Lega e del mio personale riguardo a quanto sta accadendo. Non si tratta di una distanza dal movimento, né tanto meno da Matteo Salvini, al quale – evidentemente in difficoltà – rinnovo la mia vicinanza, la mia stima e la mia piena riconoscenza per le opportunità che mi ha dato più volte. Nelle prossime settimane mi dedicherò a concludere al meglio il mio mandato a Firenze accanto al Gruppo Consiliare e a rispettare i miei consueti impegni istituzionali, a partire da quelli che mi vedono coinvolto proprio nella mia città, verso la quale nutro sempre un affetto particolare, oltre a proseguire la normale campagna elettorale per la Lega, continuando a informare i cittadini di quanto ho realizzato per il territorio” conclude Massimiliano Baldini.
