Conclusi i lavori di rimozione e smaltimento dei rifiuti KEU nell'area ex Vacis a Porta a Mare, Pisa

Conclusi i lavori di rimozione e smaltimento dei rifiuti KEU nell’area ex Vacis a Porta a Mare, Pisa

118 0

Recentemente si è concluso il cantiere per la bonifica dell’area ex Vacis di Porta a Mare. I lavori hanno riguardato la rimozione e smaltimento del KEU. Al termine delle operazioni, l’Arpat ha richiesto un monitoraggio delle acque tramite piezometri per i prossimi tre anni. Il costo totale dei lavori è stato di 589.998 euro, finanziati con risorse comunali.

«Siamo estremamente soddisfatti per la conclusione dei lavori, in particolare per aver realizzato un intervento volto a tutelare la salute dei cittadini e prevenire potenziali danni ambientali nel nostro territorio – afferma l’assessore all’ambiente del Comune di Pisa Giulia Gambini -. Adesso è importante monitorare la falda acquifera per assicurarci che non ci siano rischi di contaminazione. Come Comune di Pisa, ci siamo subito attivati per costituirci parte civile nel processo penale, al fine di recuperare le somme spese, che avrebbero potuto essere destinate ad altre iniziative di protezione ambientale. Speriamo che il processo si svolga in tempi rapidi per identificare con chiarezza i responsabili di queste azioni criminose».

Il cantiere ha preso avvio nel novembre 2023 dopo che sono stati rilevati materiali non conformi (KEU) nei materiali riciclati utilizzati per la costruzione di un tratto stradale. Inizialmente, i lavori hanno interessato un tratto stradale di circa 290 metri, successivamente esteso a un ulteriore tratto della viabilità interna, sempre parte della lottizzazione dell’area. Pertanto, nell’ottobre scorso, i lavori erano ripresi e si sono conclusi il 24 luglio, con il rilascio del certificato di regolare esecuzione.

Le operazioni hanno previsto il rilievo e il monitoraggio, lo scavo e la rimozione di vari strati stradali fino all’identificazione del KEU, il quale è stato rimosso tramite escavatore e stoccato. Il KEU rimosso è stato conferito in discarica autorizzata, mentre i materiali di risulta recuperabili sono stati classificati per tipologia e inviati a centri di recupero o smaltimento autorizzati.

Il monitoraggio richiesto dall’Arpat proseguirà per almeno tre anni. “I campionamenti devono essere effettuati trimestralmente almeno durante il primo anno; al termine del primo anno, la frequenza potrà passare a semestrale (magra-morbida) in base alle valutazioni analitiche”, si legge in una nota dell’Arpat.

Fonte: Ufficio Stampa

<< Indietro

Fonte notizia

Related Post