Colori per la Palestina e l'arte come gesto politico: Il Punto sul Mondo con Daniele Caluri

Colori per la Palestina e l’arte come gesto politico: Il Punto sul Mondo con Daniele Caluri

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Il potere comunicativo dell’arte, la solidarietà internazionale, il ruolo sociale della creatività e l’impegno collettivo in risposta a crisi umanitarie: questi sono stati i temi principali della puntata odierna di “Un punto sul mondo”, trasmissione di Radio Lady realizzata in collaborazione con Gonews.it e con l’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo.

In questo episodio, il direttore di Gonews.it, Giovanni Mennillo, ha conversato con Daniele Caluri, fumettista e docente di storia dell’arte presso il liceo scientifico di Livorno, nonché promotore del progetto Colors 4 Palestine.

Guarda l’intervista su Radio Lady


Colors 4 Palestine è nata per creare opere d’arte basate sui colori della bandiera palestinese – ha dettagliato CaluriL’idea è emersa durante un festival del fumetto, quando mi sono chiesto: mentre mi diverto, cosa posso fare per non essere silenzioso di fronte a una tragedia? Ho deciso di realizzare illustrazioni usando solo bianco, nero, rosso e verde, invitando chiunque fosse interessato a partecipare”.

Da quel momento, il progetto si è espanso rapidamente. “Non mi aspettavo una risposta così ampia. Molti colleghi e amici fumettisti, così come persone di altri settori, hanno contribuito. Sono emerse opere, illustrazioni e dediche. L’iniziativa ha attratto anche operai, metalmeccanici, direttori d’orchestra e studenti. Ogni giorno riceviamo nuove immagini di sostegno per gli abitanti di Gaza”.

In un contesto in cui l’arte è sempre più vista come un prodotto e meno come un mezzo di espressione delle emozioni e delle ingiustizie, un’iniziativa del genere può realmente raggiungere un ampio pubblico?

L’arte, nel corso della storia, ha cambiato funzione e ruolo in modo significativo. Adesso è difficile definirne lo scopo. Spesso appare come un ‘gioco per ricchi’, anziché un’espressione umana – osserva Caluri – Il nostro scopo è impiegare l’arte, specialmente il fumetto, per sensibilizzare l’opinione pubblica su eventi che vengono frequentemente ignorati o censurati. Purtroppo – aggiunge con rassegnazione – anche le manifestazioni a sostegno della Palestina sono spesso represse con violenza.”

Quali sono i prossimi sviluppi del progetto?

Le attività stanno aumentando. Molte di esse saranno espositive, per coinvolgere anche chi non è attivo sui social. Ho portato la mostra a La Maison Makutsu di Pelago e a fine luglio esporremo a Effetto Venezia, a Livorno. A settembre sono programmate nuove mostre nella periferia di Firenze e Torino. C’è un interesse crescente, e questo mi riempie di speranza.”

Tanti nomi noti hanno contribuito: “Silvia Ziche, Carmine Di Giandomenico, Federico Bertolucci – due volte candidato all’Eisner Award – ma anche Federico Maria Sardelli, Marcello Mangiantini, Cristiano Soldati, Ricardo Innocenti e molti altri”, racconta Caluri. “Non solo artisti affermati: ci sono anche studenti e persone comuni. Una sociologa ha inviato una foto di libri le cui copertine richiamano i colori della bandiera palestinese. Un programmatore ha condiviso una stringa di codice con uno sfondo nero e testi verdi, bianchi e rossi. Non è necessario essere artisti: basta avere umanità.”

Quanto è consapevole la comunità riguardo alla questione palestinese?

La realtà è che sono ben informati. I giovani, talvolta ritratti come disinteressati, sono spesso più consapevoli di quanto non fossi io alla loro età. Osservo che hanno curiosità, consapevolezza e voglia di comprendere. Quello che fa male – conclude – è che della situazione dei palestinesi, a parte alcune frasi vuote, sembra non interessare a nessuno.”

Il canale social di Colors 4 Palestine

Colors 4 Palestine ha un canale social dove vengono condivise opere originali e toccanti. “L’obiettivo è dare voce a chi si sente inquieto per questa situazione. Se il numero delle opere continuerà a crescere – ha detto Caluril’idea è organizzare una mostra e, possibilmente, un’asta. Tutti i proventi andranno a beneficio del popolo di Gaza.” Le immagini pubblicate sui canali social possono essere trovate su Facebook (Colors 4 Palestine) e Instagram (@c0lors4palestine), con il nome e la professione dell’autore. “Alcuni hanno chiesto di essere identificati semplicemente come ‘essere umano’ – ha affermato CaluriUn gesto piccolo, ma che riflette bene lo spirito di questa iniziativa.”

Fonte notizia

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