L’aumento delle tensioni militari in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico mettono seriamente a rischio l’agricoltura italiana. L’onda d’urto a livello globale si traduce in un notevole incremento dei costi del gasolio agricolo, con aumenti che arrivano fino al 50%, e incertezze significative sui fertilizzanti, con un incremento dell’urea che raggiunge il 35%. È fondamentale combattere contro le speculazioni che danneggiano agricoltori, cittadini e la nostra sovranità alimentare.
A dichiararlo è Valentino Berni, presidente della Cia Agricoltori Italiani della Toscana, che chiede al Consiglio Regionale di intervenire concretamente, a partire dalla proposta di un Ordine del Giorno. Al centro del documento presentato dalla Cia per le Regioni c’è l’impegno a fermare le speculazioni, tramite l’attivazione di tavoli di monitoraggio permanenti per arginare gli aumenti ingiustificati sui carburanti lungo tutta la filiera, a protezione di produttori e consumatori. Inoltre, si invoca un’azione a livello nazionale, richiedendo al Governo, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, di destinare immediatamente risorse e misure compensative per i settori in difficoltà. Infine, si sollecita un maggior impegno delle istituzioni europee, affinché adottino politiche eccezionali a breve termine, scorporando le risorse anticrisi energetica dai rigidi vincoli del Patto di stabilità e crescita.
L’impatto degli aumenti energetici è pesante per il settore primario, specialmente per la serricoltura, il comparto cerealicolo e la zootecnia da latte – sottolinea Cia Toscana – e si aggiunge alla significativa crisi degli input tecnici, con fertilizzanti divenuti quasi irreperibili e con costi elevati. Questo scenario avrà ripercussioni importanti anche sull’equilibrio economico, sociale e ambientale delle aree rurali.
“Siamo in primavera, un momento cruciale per semine e lavorazione della terra. Questa crisi non ferma solo i trattori, ma compromette l’agricoltura e la sicurezza alimentare – commenta Berni -. Gli agricoltori sono sempre l’anello più debole della filiera, e non hanno la possibilità di trasferire gli aumenti sui prezzi di vendita. Produrre in perdita significa chiudere. Con questo Ordine del Giorno chiediamo alla Regione – conclude – un forte alleato per garantire controlli anti-speculazione immediati e per sollecitare l’Europa a intervenire con risorse adeguate, in deroga al Patto di stabilità”. “Inoltre, chiediamo al Consiglio Regionale di considerare ulteriori iniziative per sostenere gli agricoltori toscani”, aggiunge Berni.
L’appello finale di Cia è rivolto ai capi di Stato e di Governo affinché esercitino pressioni su Bruxelles in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo. Le misure anticrisi eccezionali annunciate dalla presidente von der Leyen devono essere tempestive e concrete.
Fonte: CIA Toscana – Ufficio Stampa
