CertaldoArte: al Palazzo Pretorio si apre la mostra 'La Parola Salvata'

CertaldoArte: al Palazzo Pretorio si apre la mostra ‘La Parola Salvata’

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La nuova mostra di Alfredo Rapetti Mogol si terrà, dal 23 maggio al 13 settembre, nelle storiche sale di Palazzo Pretorio a Certaldo. L’iniziativa è promossa dal comune di Certaldo con il patrocinio del Consiglio Regionale della Toscana.

L’organizzazione e il coordinamento sono a cura di Exponent.

Il progetto comprende oltre cinquanta opere, che includono lavori storici e recenti – alcuni inediti – che spaziano dalle famose “scritture” su tela ai più recenti lavori di scomposizione delle parole. La mostra rappresenta un diario anziché una semplice antologia, in cui le parole si trasformano in messaggi e chiavi interpretative. Le scomposizioni alfabetiche prendono vita su tela, piombo, cemento, antiche carte e marmo. Rapetti Mogol cerca un dialogo con lo spazio e il tempo, e in Palazzo Pretorio, grazie alla storia e alla bellezza del luogo, il connubio tra volumi e opere assume un significato ancora maggiore. La parola è la fondamento del lavoro dell’artista: quella cantata, che fluttua nell’aria trasformandosi in musica, e quella dipinta, scritta, in un certo senso, salvata.

Una parola silenziosa, che appare immobile, ma può essere letta e reinterpretata in molteplici modi, colori o trasparenze; è concetto e immagine al contempo, in continua ricerca di un equilibrio tra forma e sostanza, etica ed estetica.

Alfredo Rapetti Mogol è nato a Milano nel 1961. La sua formazione artistica è profondamente influenzata dall’ambiente familiare, ricco di musica, letteratura e poesia. Fin da giovane, è stato introdotto dal nonno materno, Alfredo De Pedrini, Presidente dell’Associazione Arti Grafiche, nella scena artistica milanese, sviluppando una passione per la pittura. Ha frequentato la scuola del Fumetto a Milano, collaborando in ambito editoriale, e l’esercizio pittorico è stato esplorato in diverse direzioni, culminando nel 1996 con lo studio degli artisti Alessandro Algardi e Mario Arlati, dove ha condiviso la ricerca pittorica. Nella loro atelier di Via Nota, Rapetti ha lavorato intensamente per quattro anni, arrivando alla necessità di unire le sue due più grandi passioni: la scrittura e la pittura, intese come visualizzazioni del processo mentale e psicologico. Attraverso una tecnica particolare chiamata impuntura, il dipingere si fonde con l’atto di scrivere, e le parole iniziano ad essere segnate non solo su fogli, ma anche sulle tele.

Segni, tracce e graffiti di una creatività consapevole, le opere di Rapetti proseguono un ideale percorso di scrittura pittorica che si fa universale, frantumandosi e confrontandosi con i secoli della storia dell’arte, dalle avanguardie storiche al concettuale, attraversando le esperienze spazialiste di Lucio Fontana e le grafie astratte degli anni Cinquanta.

Una volta trovata la forma espressiva adatta alla sua poetica, l’attività espositiva dell’artista, sia personale che collettiva, è notevolmente aumentata tra la fine degli anni Novanta e oggi, rendendola instancabile, come la sua opera sempre in viaggio tra Italia e il resto del mondo: universale, appunto.

Alfredo Rapetti Mogol ha partecipato a oltre 100 mostre personali e 100 collettive.

Tra le altre importanti partecipazioni, evidenziamo la 52^ e la 54^ Biennale di Venezia, la Fondazione KPMG a Berlino nel 2003, il Salon d’Automne all’Espace Charenton di Parigi nel 2004, la Galleria Cà D’oro a Miami, l’Istituto Italiano di Cultura a New York nel 2015, e la Galleria Whitedot a Miami nel 2016.

Fonte: Comune di Certaldo – Ufficio Stampa

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