Braccianti bruciati vivi ad Amendolara (Cosenza), questo pomeriggio a Firenze ha avuto luogo un presidio con oltre 100 partecipanti davanti alla Prefettura “per chiedere verità e giustizia. E per sottolineare che nessuno deve perdere la vita per reclamare il proprio salario”. L’iniziativa, che si è svolta in concomitanza con la mobilitazione nazionale organizzata dalla FLAI e dalla CGIL Nazionale, ha visto la partecipazione a livello fiorentino di Cgil, L’Altrodiritto, Arci, Oxfam, Cat, Cospe, Associazione Progetto Arcobaleno, Consorzio Metropoli, Libera, Coop21 e I Partecipate.
Hanno preso parte alla manifestazione in via Cavour anche circa cinquanta lavoratori migranti, principalmente arrivati dal Pakistan, che negli ultimi mesi hanno denunciato con la Cgil le loro condizioni di sfruttamento, ricevendo supporto all’interno del progetto Soleil.
“Il nostro territorio – spiegano dalla Cgil – non è immune da questa piaga, e lo sfruttamento interessa le principali filiere produttive: dai rider ai magazzini della logistica, dall’agricoltura alla pelletteria, passando per i cantieri, la ristorazione e il turismo. La situazione di estrema vulnerabilità, che potrebbe aggravarsi con le ultime normative introdotte dal patto UE, espone i lavoratori migranti a sfruttamenti da cui trae vantaggio un sistema economico che, in alcuni settori, si basa sempre più sull’illegalità. È quindi fondamentale intensificare la prevenzione e i controlli, responsabilizzando i committenti e potenziando un sistema giudiziario che deve prioritariamente tutelare le vittime. Tuttavia, è chiaro che questo sistema può essere prevenuto principalmente se creiamo le condizioni per accogliere le persone migranti, tramite la regolarizzazione del titolo di soggiorno, l’accesso alla casa e ai servizi, fino a percorsi di inserimento nel mondo del lavoro”.
Fonte: Cgil Toscana e Firenze – Ufficio Stampa
