“Per poter donare sangue, è fondamentale essere in buona salute. Essere in salute implica adottare una dieta equilibrata e prendersi cura di sé“. Questo concetto è stato ribadito con fermezza da medici e nutrizionisti durante l’evento di celebrazione degli 80 anni della fondazione di Avis Firenze (che conta 4 mila donatori), tenutosi nel mercato coperto di Campagna Amica di Porta San Frediano. L’incontro è stato promosso da Avis e Coldiretti Toscana, con il supporto della Camera di Commercio di Firenze.
Nella sede del cibo contadino, i dirigenti di Avis e rappresentanti delle istituzioni si sono riuniti per mettere in luce il legame imprescindibile tra alimentazione e donazione. Questo momento è stato scelto anche per ratificare, a livello regionale, il protocollo di intesa nazionale firmato nei mesi scorsi tra Avis, Coldiretti e Campagna Amica, volto a promuovere la cultura della donazione, della prevenzione e di un’alimentazione consapevole in tutta Italia.
Hanno partecipato al convegno come relatori Giada Iarpini (specialista in scienze della nutrizione umana), Franco Vocioni (responsabile della Struttura di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale per l’area Firenze-Empoli dell’Azienda Usl Toscana Centro), Simona Carli (direttrice del Centro Regionale Sangue) e Alice Simonetti (consigliere di Avis Firenze). Tra i partecipanti, in rappresentanza del Comune e della Regione, l’assessore al welfare del Comune di Firenze, Nicola Paulesu, e il consigliere regionale Francesco Casini.
“Attraverso questo accordo – ha evidenziato la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani, che ha aperto la giornata – desideriamo sottolineare che il nostro impegno si estende oltre il cibo. I mercati di Campagna Amica, ben 50 attivi solo nella nostra regione, sono spazi di relazione e responsabilità condivisa, dove si affermano valori come salute, solidarietà e rispetto reciproco. La nostra collaborazione con Avis dimostra che agricoltura e volontariato possono unire le forze per il bene comune, rafforzando il senso di comunità che ci appartiene. Condividiamo obiettivi comuni: promuovere la cultura della prevenzione e della salute. I nostri agricoltori sono attori chiave in questo percorso“.
La qualità del sangue di un donatore è correlata a corrette abitudini alimentari. “Questo è un aspetto importante – ha spiegato la direttrice del Centro Regionale Sangue, Simona Carli – Non è necessario donare a digiuno: una leggera colazione è consentita. Inoltre, chi ha intolleranze o allergie non è automaticamente escluso dalla possibilità di donare. È importante evitare grassi e salumi prima della donazione e bere molta acqua, privilegiando frutta, verdura, pasta, pesce e, in generale, gli alimenti della dieta mediterranea, che costituisce il nostro punto di riferimento“.
Con 115 mila donatori e 204 mila donazioni annuali, secondo i dati forniti da Avis, la Toscana si colloca tra le regioni più virtuose e solidi. Tuttavia, esiste un dato preoccupante: il calo demografico e la mancanza di un rotazione generazionale. “I donatori che hanno raggiunto il limite d’età superano i nuovi donatori. Non c’è un ricambio equilibrato. Questo è un campanello d’allarme. Stiamo raddoppiando gli sforzi per coinvolgere i giovani attraverso attività nelle scuole, nelle mense universitarie e nei luoghi di lavoro. Questo impegno sta dando risultati – ha raccontato Luigi Conte, presidente di Avis Firenze – abbiamo bisogno di nuove energie“.
Nonostante il rallentamento delle donazioni durante l’estate, a causa delle ferie e del caldo, in Toscana “non ci sono stati interventi rimandati. Siamo riusciti a resistere – ha spiegato la presidente di Avis Toscana, Claudia Firenze – Tra i nuovi soci, ci sono molti giovani nella fascia di età 18-25 anni. Riusciamo a coinvolgerli, e diventino donatori. Il nostro obiettivo è motivarli. È fondamentale il ruolo della consulta dei giovani, che adotta un approccio tra pari e utilizza strumenti comunicativi specifici“.
Fonte: Ufficio stampa
