Arezzo: Denuncia per aggressione omofoba a un 18enne

ARPAT promuove il rispetto dei diritti della comunità LGBTQ+ nel mondo del lavoro

51 0

A seguito dei recenti eventi tragici di Pieve di Camaiore (Lucca), che hanno messo in luce la violenza omofoba spesso ignorata, Pietro Rubellini, commissario ARPAT, ha dato incarico di rivedere il Piano dell’uguaglianza di genere di ARPPAT (Gender Equality Plan, di seguito GEP), aggiungendo una sezione specifica dedicata alle persone LGBTQ+ per prevenire ogni forma di discriminazione sul posto di lavoro.
Questa iniziativa nasce dal desiderio dell’Agenzia di creare un ambiente lavorativo rispettoso della dignità di tutti e di promuovere una cultura che riconosca e valorizzi ogni identità.

È giunto il momento di smettere di tacere e di non considerare queste tragedie come eventi isolati. Con l’aggiornamento del GEP, confermiamo l’impegno di ARPAT a essere un luogo di lavoro che accoglie le differenze e le diversità – ha dichiarato Pietro Rubellini, commissario ARPAT -. La protezione della dignità e dei diritti delle persone non è solo un principio etico, ma rappresenta un elemento che eleva la qualità dei servizi che offriamo ai cittadini. L’introduzione di una sezione dedicata alle persone LGBTQ+ è un passo tangibile verso una cultura istituzionale basata sul rispetto della persona”.

Il Gender Equality Plan (GEP), che si fonda sui principi fondamentali di uguaglianza di genere stabiliti dal Trattato di Lisbona e dalla Strategia europea 2020, ha come obiettivo la creazione di un’Europa che garantisca parità, esente da violenza di genere, discriminazioni e disuguaglianze strutturali. L’adozione del GEP è un requisito fondamentale per accedere ai programmi Horizon Europe, rappresentando una misura chiave per promuovere l’uguaglianza di genere nella ricerca e nell’innovazione.

ARPAT, tra le prime agenzie del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale ad adottare uno strumento concreto per prevenire le discriminazioni, si propone di riconoscere e superare gli ostacoli culturali che le persone LGBTQ+ possono affrontare nell’accesso al lavoro, nelle carriere e nelle relazioni professionali. Questo è un primo passo, a cui seguiranno altre misure organizzative e percorsi formativi per tutto il personale, per promuovere un ambiente di lavoro aperto e rispettoso delle identità.

Fonte: Arpat – Ufficio Stampa

Fonte notizia