Arno: la cassa di espansione di Pizziconi ha ora il suo 'rubinetto'

Arno: la cassa di espansione di Pizziconi ha ora il suo ‘rubinetto’

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La cassa di espansione è stata completata e ora è dotata anche del ‘rubinetto’. Infatti, la cassa di Pizziconi a Figline e Incisa presenta paratoie alte circa due metri, che possono essere alzate e abbassate a distanza: un’importante innovazione per regolare l’afflusso delle acque dell’Arno nell’invaso, evitando di farlo troppo presto, prima dell’arrivo di una forte piena, o troppo tardi, eventualità che si sarebbe potuta verificare con paratoie fisse. L’opera di presa, come viene definita, è stata inaugurata stamani, con la partecipazione del presidente della Toscana, dell’assessora all’ambiente e alla protezione civile, e del sindaco di Figline e Incisa Valdarno. Nei prossimi due mesi si concluderanno le rifiniture rimanenti. Si tratta della prima cassa di nuova generazione nel tratto a monte di Firenze, e rappresenta un passo importante per garantire una maggiore sicurezza al capoluogo e al territorio valdarnino, come evidenziato dal presidente e dall’assessore. Il costo dell’intervento, esclusa la cassa di espansione, è di 13 milioni e 300 mila euro, ed è considerato l’intervento pubblico di prevenzione più significativo degli ultimi anni.

Questo intervento consentirà l’ingresso delle acque di piena dell’Arno all’interno della cassa di espansione, grazie al sottoattraversamento dell’autostrada A1 e del viadotto ferroviario dell’Alta velocità. Curiosamente, i tre monoliti di cemento, larghi 15 metri e alti sei, sono stati “spinti” sotto la piattaforma autostradale utilizzando grandi marinetti idraulici, evitando l’interruzione del traffico autostradale.

La cassa di espansione di Pizziconi può accogliere tre milioni e 400 mila metri cubi d’acqua (tre milioni e 800 mila quando il terzo modulo sarà completato) e, attraverso le paratoie, potrà far passare acqua a una portata di 200-250 metri cubi al secondo. Per dare un esempio, come affermato dall’assessore all’ambiente, questa portata è equivalente a deviare il Mugnone in piena.

Come ricordano il presidente e l’assessore, quella di Pizziconi è solo una delle quattro casse che formano un complesso sistema di mitigazione del rischio idraulico per coloro che risiedono nel centro di Firenze e nel Valdarno.

A Pizziconi si aggiungono Restone, i cui lavori saranno completati nel 2026 e che potrà raccogliere 5 milioni e 500 mila metri cubi di acqua, la cassa di Prulli (circa 7 milioni di metri cubi, con fine lavori prevista entro il 2027 o inizio 2028) e Leccio (8 milioni di metri cubi, attualmente in fase di progettazione). In totale, l’intero sistema, su cui sono stati investiti 206 milioni di euro, sarà in grado, a regime, di trattenere circa 25 milioni di metri cubi d’acqua.

Fonte: Regione Toscana

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