Al via il restauro del Campanile di Giotto: completato il montaggio del ponteggio alto 86 metri

Al via il restauro del Campanile di Giotto: completato il montaggio del ponteggio alto 86 metri

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Installazione del ponteggio per il cantiere di ristrutturazione del Campanile di Giotto
Foto: Opera di Santa del Fiore/foto Fabio Muzzi

È stata completata l’installazione del ponteggio per il restauro del Campanile di Giotto della Cattedrale di Firenze: un progetto altamente ingegneristico, concepito per ridurre al minimo l’impatto visivo e per garantire un’esperienza continua ai turisti in visita al monumento. Il ponteggio, alto 86 metri (il Campanile ha un’altezza di 89,20 metri e 109 metri alla croce), consentirà di eseguire la ristrutturazione del monumento a fasi, iniziando dall’alto e progredendo verso il basso, rivelando le parti già restaurate. La realizzazione del cantiere, progettato dall’Opera di Santa Maria del Fiore in collaborazione con Tecno System Appalti e Layher S.p.A., ha richiesto poco più di quattro mesi.

Il restauro, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio per la Città metropolitana di Firenze e le province di Prato e Pistoia, avrà una durata stimata di 5 anni e un costo di oltre 7 milioni di euro, completamente finanziati dall’Opera di Santa Maria del Fiore.



Installazione del ponteggio per il cantiere di ristrutturazione del Campanile di Giotto
Foto: Opera di Santa del Fiore/foto Fabio Muzzi

Per la prima volta, il Campanile di Giotto è oggetto di un restauro totale, sia all’esterno che all’interno: in passato si sono effettuati vari interventi, documentati fin dal 1939, ma limitati a parti del monumento. L’intervento di ristrutturazione si è reso necessario e indifferibile per garantire la sicurezza del Campanile, caratterizzato da un notevole degrado delle superfici di rivestimento esterno (marmo bianco, Verde di Prato e rosso di Cintoia), particolarmente evidente negli elementi sporgenti della terrazza sommitale e nei decori.



Uno dei falchi pellegrini posato su un tridente sulla Cupola del Duomo di Firenze.
Courtesy e foto: Giovanni Ciattini

Durante la fase di ristrutturazione del Campanile di Giotto, in collaborazione con la Lipu e con esperti del settore, l’Opera ha adottato misure speciali per proteggere la nidificazione degli uccelli, in particolare della coppia di falchi pellegrini che si è stabilita sui monumenti del Duomo di Firenze dalla metà degli anni 2000. Poiché il ciclo riproduttivo di questa specie coincideva con il periodo di costruzione del cantiere, è stata decisa una mappatura fotografica di tutte le 149 buche pontaie del Campanile per verificare la presenza di nidi. Grazie a questo monitoraggio, è stata individuata una femmina in cova all’interno di una buca pontaia situata sulla sommità del lato ovest. L’Opera ha quindi riprogrammato il montaggio del ponteggio per non disturbare la riproduzione, permettendo la nascita di tre pulli che, una volta cresciuti, hanno preso il volo.



La femmina di falco pellegrino in cova individuata in una buca pontaia del Campanile di Giotto
Opera di Santa del Fiore, foto con drone Fabio Muzzi

Il progetto del cantiere di restauro del Campanile di Giotto si basa su un approccio multidisciplinare che unisce ingegneria strutturale, tecnologie avanzate di monitoraggio e misure di sicurezza.

“L’obiettivo è quello di progettare un cantiere che non alteri l’equilibrio statico del Campanile di Giotto e ne metta in risalto la bellezza – afferma Samuele Caciagli, responsabile Ufficio Tecnico dell’Opera e dei Lavori – utilizzando materiali e attrezzature pensati per essere integralmente recuperabili e riutilizzabili in futuri interventi”.

Il sistema di ponteggio modulare in acciaio Layher rappresenta il cuore tecnologico della struttura, scelto per la sua straordinaria flessibilità e per la capacità di adattarsi alle geometrie variabili e alle sporgenze del Campanile. A differenza dei sistemi tradizionali a tubi e giunti, questa soluzione consente di creare piani di lavoro perfettamente calibrati alle esigenze dei restauratori, offrendo la massima ergonomia e consentendo agli operatori di muoversi con libertà e sicurezza.

“L’intervento di restauro è mirato alla conservazione e alla protezione dell’integrità del monumento, attraverso un’accurata fase preliminare di conoscenza, rilievo e diagnostica” dichiara Beatrice Agostini, responsabile Ufficio Restauri dell’Opera. “Le attività saranno orientate alla conferma del progetto eseguito e alla valutazione dei fenomeni di degrado come alterazioni cromatiche, depositi superficiali, incrostazioni e croste nere, oltre alla verifica della situazione fessurativa e di eventuali problematiche strutturali, e alla definizione di metodologie operative specifiche in base ai materiali e alle condizioni conservative individuate”.

Fonte: Opera di Santa Maria del Fiore – Ufficio stampa

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