Esistono eventi che, pur rimanendo sotto traccia, riescono a resistere nel tempo. Non offrono fama immediata né scorciatoie, e per questo meritano di essere messi in evidenza. A Castelfiorentino, il 23 e 24 maggio, si svolgerà l’XI Concorso Nazionale per Studenti di Scuole Medie e Licei con Indirizzo Musicale “Premio Ferruccio Busoni 2026”. Un titolo significativo e, soprattutto, una reale opportunità per molti giovani che si dedicano allo studio della musica con costanza, spesso lontano dai riflettori.
Il concorso è frutto dell’iniziativa dell’Orchestra d’Archi Ferruccio Benvenuto Busoni di Empoli, con il patrocinio del Comune di Castelfiorentino. La sede delle audizioni sarà l’Auditorium della Scuola Comunale di Musica, un luogo che si trasformerà in un crocevia di diverse esperienze, coinvolgendo studenti, insegnanti e famiglie. Non si tratta solo di una competizione, ma di un momento di verifica e di crescita.
Le categorie del concorso sono molteplici: solisti, musica da camera, orchestre e cori. Gli iscritti avranno la libertà di scegliere il proprio programma. Questa scelta è significativa: dimostra fiducia nei giovani, permettendo loro di esprimersi autenticamente, senza vincoli eccessivi. E questo aspetto è fondamentale per la loro formazione musicale.
A occuparsi della valutazione ci sarà una giuria composta da musicisti e insegnanti di grande prestigio: il soprano Sabrina Bessi, il chitarrista Fabrizio Graceffa, la violinista Chiara Tommasoni, e i pianisti Dario Cappetti e Alessio Cioni, quest’ultimo presidente di giuria. Professionisti esperti che sanno quanto possa essere delicato giudicare chi è all’inizio del proprio percorso artistico.
La premiazione si terrà al termine delle audizioni, la sera del 24 maggio. Anche il pubblico avrà la possibilità di esprimere la propria preferenza, eleggendo la scuola vincitrice assoluta. Un gesto semplice, ma di grande rilevanza: la musica non vive solo attraverso i giudizi tecnici, ma anche grazie all’ascolto condiviso.
In un’epoca in cui tutto sembra scorrere rapidamente, eventi come questo ci ricordano che la formazione richiede tempo. Dietro ogni esecuzione ci sono ore di studio, errori e tentativi. Non sempre si trionfa, ma si impara. Ed è forse questo il risultato più prezioso.
Fonte: Ufficio Stampa
