Questa mattina ha avuto ufficialmente inizio la Scuola per Pastori presso le aule di Officine Capodarno a Stia, dopo la chiusura delle iscrizioni avvenuta il 15 febbraio. Alla ShepherdSchool sono pervenute 75 domande, da cui sono stati selezionati otto studenti e studentesse che avviano oggi il loro percorso teorico e pratico.
Le lezioni teoriche saranno integrate da sessioni pratiche e un periodo di stage presso le aziende dei Comuni all’interno del Parco nazionale delle Foreste casentinesi. Rispetto all’anno scorso, il programma ha visto un ampliamento con nuovi moduli e nuove esperienze sul campo.
La scuola per pastori e allevatori è parte delle attività di ShepForBio, un progetto cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, mirato alla conservazione di alcuni habitat di prateria attraverso la valorizzazione delle professioni tradizionali di queste aree.
Il corso si compone di una prima fase teorica, che dura 23 giorni nei fine settimana di aprile-giugno, seguita da uno stage pratico di 30 giorni, che rappresenta il vero punto di forza della scuola. Durante questo periodo, gli studenti saranno accolti nelle aziende e affiancheranno i pastori e gli allevatori in tutte le loro attività quotidiane.
Le lezioni si terranno a Pratovecchio Stia e presso il Centro Visita di Premilcuore del Parco Nazionale e saranno condotte da docenti, ricercatori e esperti di DAGRI – Università di Firenze, Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma, Dream Italia, Regione Toscana e Parco, con la collaborazione di Rete Appia e DifesAttiva, includendo anche la partecipazione diretta di pastori e allevatori.
Tra gli otto allievi selezionati c’è la 30enne caterina Blasi, laureata in scienze forestali lo scorso febbraio, che ha già partecipato a diverse iniziative ambientali, incluso un monitoraggio sul lupo con Difesa Attiva. Dallo studio del lupo, ha sviluppato una passione per la pastorizia e la voglia di contribuire al processo di coesistenza con questi animali, con l’intenzione di “chiudere il cerchio” e avvicinare le persone alla natura. Caterina considera la possibilità di lavorare in un’azienda, ma il suo obiettivo più ampio è approfondire la conoscenza di questo mondo e riconciliare le tradizioni con la modernità, contribuendo alla tutela della biodiversità.
Lapo Ghelli, 21 anni, originario di Rignano sull’Arno, ha completato la scuola Agraria a Firenze e ha vissuto esperienze all’estero. Cresciuto in una famiglia di produttori di vino e olio all’Isola del Giglio e a Rignano, ha ereditato la passione per l’agricoltura e l’allevamento. Per lui, partecipare a questa scuola significa acquisire competenze utili per la realtà familiare.
Giulia Piermartiri, 35 anni, proviene dalle Marche e ha studiato architettura e fotogiornalismo. Lavora come documentarista freelance e ha scoperto che i popoli più felici sono quelli che vivono semplicemente a contatto con la natura. Questa consapevolezza l’ha riavvicinata alle sue radici e al nonno Enzo di 96 anni, da cui ha appreso conoscenze sull’agricoltura di sussistenza. La sua partecipazione alla scuola per pastori riflette la volontà di ricollegare la sua vita all’allevamento e alla natura per contrastare lo spopolamento delle campagne e preservare queste tradizioni.
Marta, 32 anni e proveniente dalla provincia di Bologna, lavora già in un allevamento di ovini e ha scelto di frequentare la scuola per una formazione più completa, in linea con le esigenze delle aziende moderne e con un occhio alla conservazione ambientale.
Arianna Faccini, 26 anni, residente a Rocca San Casciano Cesena, ha completato il suo percorso nel settore socio-sanitario e vive in un’azienda agricola. La scuola per pastori rappresenta per lei un’opportunità di apprendere per poter meglio prendersi cura dei suoi animali, espandendo le sue opportunità di vita e di lavoro.
Roberta Bernardi, 26 anni, originaria dall’Aquila, ha conseguito una laurea triennale in scienze Politiche e una magistrale in geografia. La sua famiglia gestisce delle attività ristorative in montagna e il suo sogno è aprire una propria attività agrituristica con animali e un piccolo gregge. Le frasi dissuasive che ha spesso sentito dire “lascia perdere, è troppo difficile” l’hanno motivata a iscriversi a un percorso di formazione professionale per pastori, con l’obiettivo di acquisire competenze anche sulla sostenibilità ambientale.
Matteo Chimenti, 33 anni, ha frequentato la scuola alberghiera ed è originario del Mugello, dove la sua famiglia gestisce un’attività di ristorazione. La sua passione per gli ovini nasce da quando era piccolo, attraverso un amico del Mugello che aveva un gregge. Cresciuto in questa realtà, oggi spera che la scuola lo aiuti a gestire questa attività in equilibrio con l’ambiente, sognando di unire le sue passioni di ristoratore e amante del pascolo in una piccola attività agrituristica.
Fonte: Ufficio Stampa
