Palio di Siena: svelato il Drappellone del 2 luglio.

Palio di Siena: svelato il Drappellone del 2 luglio.

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Questa sera, nel Cortile del Podestà di Siena, è stato presentato il Drappellone del Palio del 2 luglio e il Masgalano. Il Drappellone, creato dall’artista Ismaele Nones, è dedicato alla Madonna di Provenzano e all’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi. Il Masgalano, invece, è un’offerta della sezione di Siena dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, dedicato a Enrico Giannelli e realizzato dall’orafo Antonio Benocci.

Il discorso del Sindaco di Siena Nicoletta Fabio

Autorità civili, militari e religiose, cittadini, contradaioli,

la presentazione del Drappellone rappresenta il primo passo di un cammino collettivo che ci porterà fino al giorno del Palio. È il momento in cui l’attesa accelera e il 2 luglio diventa non solo una data sul calendario, ma inizia a prendere vita, alimentando il desiderio di vedere concretizzato ciò che amiamo. L’oggetto della nostra attesa è ora davanti a noi, svelandoci indizi e presagi. L’artista, giovane e antico, non interpreta il passato come un repertorio da riscoprire in modo nostalgico, ma lo trae come fonte viva di significati da ridefinire per il presente e trasmettere al futuro. Il rispetto delle tradizioni, come ben sappiamo noi senesi, non è solo la loro riproduzione ma la comprensione del loro significato profondo e la loro attualizzazione, dialogando con il presente senza rinunciare alla ricchezza del passato. Perché la tradizione autentica, quella che diventa rito sacro, è il collante culturale che fornisce identità a un popolo. Il drappellone di Ismaele Nones, pur con uno sguardo esterno, rispetta profondamente l’identità e la storia di Siena. Non è solo un’opera con simboli noti; è un lavoro che dimostra una sensibilità attenta all’immaginario cittadino. Si nota nei dettagli: nei cavalli in danza, evocando il Santa Maria della Scala; nella presenza della Diana, che da secoli appartiene alla memoria senese; nei due cavalli, bianco e nero, richiamando le origini mitiche della città e i colori della Balzana. La Madonna di Provenzano, rappresentata con corona e lamina d’argento, diventa un palcoscenico per San Francesco. Non semplici citazioni, ma elementi fusi in una visione personale e armoniosa. Tra gli aspetti più originali del Drappellone ci sono i due cavalli al centro della composizione, non ritratti nella corsa ma in un atteggiamento giocoso, quasi sospeso. Si osservano, scherzano e si abbracciano. Anche quella linguaccia introduce una nota di ironia e leggerezza, suggerendo una riflessione. L’artista ci invita a guardare oltre le apparenti contrapposizioni per cogliere il significato più profondo della rivalità. Nel Palio, il rivale è colui con cui confrontiamo la nostra passione, ma è anche un elemento indispensabile. Senza l’altro non c’è sfida, e senza sfida non esiste l’energia identitaria che vivifica le Contrade. I cavalli sembrano danzare, alternando distanza e prossimità, competizione e complicità. In questo contesto, il dualismo diventa una tensione vitale. “Da elementi discordanti nasce la più bella armonia,” scriveva Eraclito. E la sensazione che questo palio ci offre è precisamente quella di armonia, paragonabile a una città con un centro fisico e ideale, in cui la comunità si ritrova. Ismaele Nones ci restituisce un’immagine preziosa della nostra Siena: una città in cui la competizione non spezza i legami ma li rafforza, dove l’antagonismo coesiste con il rispetto, e le differenze costituiscono un arricchimento della storia comune. Che l’armonia suggerita dall’artista accompagni ciascun momento della nostra Festa: questa è la mia speranza.



(Foto Comune di Siena)

Sono onorato ed emozionato di presentare il lavoro di Ismaele Nones per il Drappellone del Palio. Nones è uno dei principali esponenti della pittura italiana contemporanea, in un periodo di grande visibilità delle ultime tendenze artistiche. Non c’è opportunità più potente del Palio, un’occasione per un artista come lui di confrontarsi e rilanciare la propria poetica attraverso il dialogo con la tradizione. Osservando il Drappellone di Nones, gli elementi del Palio – la Madonna di Provenzano, i simboli della città e delle contrade – sembrano trovare un equilibrio con le forme e lo stile dell’artista: la costruzione dell’immagine su un piano bidimensionale che richiama la pittura antica; una visione che dialoga con la storia della pittura; e la tendenza alla narrazione, costruendo un racconto complesso su primi piani ravvicinati e fasce di rappresentazione sovrapposte. Al centro dell’opera, i due cavalli, bianco e nero, in un momento profilo, appaiono quasi sorvegliati dalla figura della Madonna di Provenzano: non solo una celebrazione dell’agonismo, ma un vero e proprio richiamo a una danza gioiosa e rituale, attorno alla quale ruota l’intera immagine.

Il pittore Ismaele Nones: “Uno straordinario percorso”

“Questo Drappellone nasce principalmente grazie alle persone incontrate in questo straordinario percorso – ha spiegato Ismaele Nones, pittore del Palio del 2 luglio 2026 – desidero fare ringraziamenti specifici. Ringrazio la Sindaca Nicoletta Fabio e la Direttrice Michela Eremita per la fiducia riposta in me e nel mio lavoro dandomi questo incarico. Ringrazio Michela Bacconi e Sara Corti per il prezioso supporto durante la gestione della logistica e della burocrazia. Grazie alle sarte per la loro disponibilità e per il loro lavoro eccezionale. Ringrazio il Comune di Siena per il supporto. Un grazie a Davide Ferri per la presentazione e dialogo costruttivo. Grazie a Emanuela Perra, che ha accompagnato il mio lavoro con un confronto costante e stimolante. Grazie alla Galleria Lunetta 11 per il supporto. Ma il ringraziamento più grande va a tutti i cittadini di Siena per l’accoglienza, disponibilità e affetto ricevuti in questi mesi. Grazie di cuore. Viva il Palio. Viva l’arte”.



(Foto Comune di Siena)

Presentazione del Masgalano 2026, il discorso della storica dell’arte Laura Bonelli

Il Masgalano 2026 è un’offerta della sezione di Siena dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, associazione che da oltre un secolo sostiene i diritti, l’autonomia e la piena partecipazione delle persone con disabilità visiva. Con questo gesto, l’Unione ha voluto riaffermare il proprio legame con la Città, onorando Enrico Giannelli, affettuosamente chiamato “Ghigo”. Uomo di grande passione, ha dedicato la propria vita agli altri, prestando servizio alla sua Contrada e guidando con impegno l’Unione per diciassette anni. Questa eredità vive nel ricordo e nelle attività dell’associazione. Il tributo è stato realizzato dall’orafo Antonio Benocci e dalla giovane artista senese Berenice Arcamone, che hanno collaborato con sensibilità e passione. Benocci, già noto per il Masgalano del 2009 e il premio per il miglior tamburino, ha un legame personale con Giannelli, che rende significativa la sua partecipazione. Berenice, allieva di oreficeria, rappresenta la continuità tra esperienza e giovinezza. L’opera, di forma armoniosa, richiama Piazza del Campo e il simbolo dell’Unione, evidenziando i legami con le diciassette Contrade. Al centro, una mano impegnata nella lettura dell’alfabeto Braille, assemblata con lastre di argento, simboleggia movimento e protezione. Indica un leggio in celluloide trasparente, su cui è incisa una dedica in Braille: «Ghigo, guidato dal suo sapere, rese Siena faro per chi vuol vedere». Queste parole ci invitano a riflettere su cosa significhi vedere: non solo guardare, ma comprendere, ascoltare e condividere, costruendo una comunità più attenta e inclusiva. Quest’opera racchiude la luce della cultura, memoria e rispetto, trasformando la tradizione in uno strumento per il futuro. Celebrando la solidarietà e la dignità della persona, questo Masgalano rende Siena unica.

Il discorso di Lucia Pecorelli, presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Siena

Un saluto alle autorità, ai dirigenti delle Contrade e a tutti i contradaioli presenti. Ringrazio sinceramente l’amministrazione comunale per averci concesso l’onore di offrire il Masgalano per questa edizione. Un desiderio che la nostra associazione ha coltivato a lungo, portato avanti dal nostro ex presidente Massimo Vita con passione. Abbiamo sempre trovato ospitalità e momenti condivisi con le Contrade, e sapere che questa magnifica opera sarà custodita in un museo di una delle diciassette contrade ci riempie di gioia. Questa occasione ci consente di dedicare il Masgalano al caro socio ed ex presidente Enrico Giannelli, “Ghigo”, che amava profondamente Siena e il suo Drago. Un abbraccio alla figlia Costanza presente e a tutta la famiglia. Concludo augurando a tutti un buon Palio, che trasmette sempre forti emozioni, anche a chi, come noi, non può vederlo.

Fonte: Comune di Siena – Ufficio stampa

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