Il MaM – Museo archeologico di Monteriggioni si colloca al 15° posto su 121 istituzioni nella classifica regionale dei musei e degli ecomusei toscani. Con un punteggio di 74 punti, il Museo guadagna due posizioni e si conferma tra le realtà culturali più attive della Toscana.
Questo risultato ha un significato particolare per una struttura inaugurata solo tre anni fa, che è cresciuta con risorse iniziali limitate ma con un progetto ben definito: studiare, raccontare e restituire alla comunità la ricca storia del territorio di Monteriggioni. Il dato acquisisce un valore ancora maggiore se inserito nel contesto generale della classifica. Il MaM si pone accanto a istituzioni consolidate, spesso correlate a fondazioni robuste, grandi centri urbani e reti culturali che dispongono di risorse, servizi e pubblici di dimensioni molto più ampie. Dunque, per il Museo archeologico di Monteriggioni non si tratta solo di un riconoscimento formale, ma della conferma di un percorso costruito con coerenza, rigore scientifico, capacità innovativa e profondo radicamento locale.
In tre anni di attività, il MaM ha promosso mostre, conferenze, eventi pubblici, spettacoli e iniziative didattiche, diventando uno spazio di confronto e partecipazione per la comunità e i visitatori. Al centro della sua missione c’è la storia del territorio, che abbraccia un lungo arco temporale: dalle prime testimonianze alle trasformazioni medievali, fino alla costruzione del paesaggio contemporaneo.
Il Museo descrive Monteriggioni come un territorio stratificato, plasmato nel tempo da insediamenti, attività produttive, corsi d’acqua, vie di comunicazione e comunità. Questa visione orienta anche il continuo aggiornamento dei contenuti, dalle recenti ricostruzioni dell’Abbazia nel XII secolo, sviluppate alla luce degli ultimi scavi, fino alla valorizzazione di piazza Gino Strada e dell’area retrostante il complesso abbaziale, dove sono stati identificati gli antichi approdi sul lago-palude.
Il MaM non si limita a preservare e comunicare il passato; contribuisce attivamente alla produzione di nuova conoscenza. Da tre anni, in collaborazione con l’Università dell’Aquila, coordina lo scavo della vicina necropoli del Casone, rafforzando così il legame tra ricerca, università, museo e territorio. Le scoperte del passato divengono quindi narrazione pubblica, strumento educativo e opportunità di consapevolezza condivisa.
Il Museo si configura anche come un luogo di cura e inclusione. Da due anni collabora con il Dipartimento di Scienze Storiche e Beni Culturali dell’Università di Siena, portando avanti un progetto dedicato alle persone con Alzheimer e ai loro familiari, con uno sportello attivo ogni sabato dell’anno; è dotato anche di supporti per persone ipovedenti, affinché l’esperienza museale sia fruibile da tutti.
Il 15° posto regionale rappresenta un traguardo significativo, ma è anche una base di partenza. Il MaM dimostra che un museo può essere piccolo nelle dimensioni e al contempo grande nella capacità di generare conoscenza, relazioni, cura e futuro. “Il quindicesimo posto in Toscana riconosce il lavoro, la competenza e la visione che hanno reso il MaM un punto di riferimento per Monteriggioni e oltre”, dichiara il sindaco Andrea Frosini. “E’ la prova che, con determinazione e una visione chiara, si può costruire una rilevante esperienza culturale”. “Si attesta la qualità di un progetto giovane, già profondamente integrato nel territorio”, commenta l’assessore alla cultura Marco Valenti. “Un museo che unisce ricerca, divulgazione, inclusione e cura. Continueremo a investire in questa idea di museo: vivo, accessibile e capace di generare futuro”.
Fonte: Comune di Monteriggioni – Ufficio stampa

