La Regione è determinata a trovare soluzioni per mantenere attivi i punti nascita degli ospedali toscani che non raggiungono i cinquecento parti annuali, nonostante il Comitato nascite nazionale non preveda deroghe. Sono tre gli ospedali in pericolo di chiusura nella regione: Nottola a Montepulciano, Montevarchi e Poggibonsi, tutti facenti parte dell’Asl Toscana Sud Est. Per Montevarchi, è stata concessa da Roma una proroga di sei mesi, mentre Nottola ha ricevuto un anno di estensione. La Regione è quindi impegnata in una possibile riorganizzazione della rete, ma l’ospedale di Montepulciano presenta peculiarità territoriali e geografiche che, secondo l’assessora alla Sanità Monia Monni, lo rendono un caso unico.
Oggi Monni ha visitato gli ospedali riuniti della Valdichiana senese a Nottola, accompagnata dalla direttrice generale facente funzione dell’Asl Toscana Sud Est Biancamaria Rossi, dalla direttrice sanitaria Barbara Innocenti e dalla direttrice dell’ospedale Barbara Bianconi. Durante la visita, ha incontrato il personale dei reparti di Ostetricia e Ginecologia, diretto da Marco Cencini, e di Pediatria e Neonatologia, guidato da Flavio Civitelli.
Tre ospedali in due province, tutti parte dell’Asl Toscana Sud Est, che rappresenta la zona più complessa della Toscana: questa azienda sanitaria è la più estesa, coprendo il 51% della superficie regionale, ma ha anche la minor densità abitativa.
“Stiamo lavorando per creare un’aggregazione con l’ospedale principale di riferimento – spiega Monni – ovvero quelli di Arezzo e Siena. A Siena, anche il policlinico è sotto soglia, fissata in questo caso a mille parti annuali“. La questione rimane quindi aperta.
“L’idea – prosegue Monni – è quella di riorganizzare in modo che un’equipe gestisca i parti fisiologici negli ospedali di territorio, mentre quelli più complessi o a rischio vengano indirizzati nell’ospedale principale. Questo ci permetterebbe di mantenere attivi entrambi i punti nascite, fornendo una risposta locale significativa“.
Tuttavia, mentre questa soluzione può essere applicata a Montevarchi e Poggibonsi, non è realizzabile a Montepulciano. Nottola, come sottolinea l’assessora, è un caso totalmente a sé stante. Non è neppure inclusa nella riorganizzazione della rete ospedaliera per la sua specificità. Nella zona dell’Amiata senese, Val d’Orcia e Valdichiana senese, ci sono quindici comuni, molti dei quali piccoli e montani, che insieme contano solo 76 mila abitanti su oltre mille e cinquecento chilometri quadrati: una media di cinquanta abitanti per chilometro quadrato, con alcune aree che hanno appena otto abitanti.
“Nottola ha caratteristiche orografiche e geografiche molto uniche – afferma Monni –. Non può neppure essere considerato un ospedale spoke, in quanto è un ospedale dove non ci si può specializzare, ma dove è necessario gestire un po’ di tutto”.
Poco fa, presso l’ospedale di Montepulciano, sono nati due gemelli. Sebbene le nascite annuali non superino i cinquecento, hanno comunque raggiunto i quattrocentosette: 407 per la precisione, con 409 bambini nati. È innegabile che la natalità stia diminuendo ovunque.
“Comprendiamo che i bambini stiano nascendo in numero sempre minore – conclude Monni – e siamo pienamente d’accordo sulla necessità di garantire la sicurezza delle mamme e dei neonati, un impegno che continuiamo a promuovere anche in questo ospedale. Ciò che non possiamo accettare è la desertificazione, e stiamo facendo le nostre osservazioni poiché non concordiamo con le conclusioni raggiunte: le distanze sono un fattore critico“. “La soglia dei cinquecento parti – aggiunge – è stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e, ovviamente, rispettiamo le valutazioni scientifiche. Tuttavia, esiste il tema delle deroghe, che nel tempo sono state concesse in base alle peculiarità di ciascuna struttura e territorio“.
Al termine della visita al Punto nascita, l’assessora Monni ha incontrato il sindaco di Montepulciano e presidente della Società della Salute Amiata Senese e Val d’Orcia – Valdichiana Senese Michele Angiolini, insieme ai Sindaci locali.
“Accogliamo l’Assessora con grande piacere; questo ci permette di far conoscere direttamente i nostri percorsi e tutte le buone pratiche che costantemente attuiamo nella gestione del percorso nascita – afferma la direttrice di Nottola, Bianconi. – Il nostro focus è sulla sicurezza di mamme e neonati, ma prestiamo attenzione anche all’accoglienza globale. Il nostro punto nascita si distingue per un forte orientamento all’umanizzazione del percorso, visibile già nell’organizzazione dei corsi di preparazione al parto, che coinvolgono la coppia trattando tutti gli aspetti della gravidanza, del parto e del puerperio. Il supporto dei nostri professionisti, sempre aggiornati e pronti a gestire eventuali complicanze o emergenze, ci consente di gestire la maggior parte delle gravidanze, centralizzando solo i casi che richiedono assistenza in centri hub. Lo stesso vale per il percorso neonatale in caso di complicanze dopo il parto“.
“Siamo contenti che l’assessora regionale Monia Monni sia venuta oggi a Nottola per vedere da vicino la realtà del nostro Punto nascita – commenta il presidente della SdS e sindaco di Montepulciano, Angiolini. – È un segno concreto di attenzione, che conferma quanto la Regione condivida la nostra battaglia. La salvaguardia di questo presidio, fondamentale per l’intera Valdichiana Senese, l’Amiata Senese e Val d’Orcia, e attrattivo per un’area ancora più vasta, rimane una priorità indiscutibile. Per noi, il criterio orogeografico e l’intento di garantire un futuro a chi nasce e vive in un territorio vasto come il nostro devono avere la massima importanza. L’attenzione delle istituzioni è mantenuta ai livelli più elevati“.
Il Punto nascita di Nottola
Il Punto nascita di Nottola è dotato di un blocco parto con una sala per cesarei, una sala per parti operativi e quattro sale travaglio/parto; una di queste dispone di vasca per il parto e un’altra è dedicata al parto dolce. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia gestisce autonomamente la casistica ostetrica e affronta, anche in urgenza, le patologie ginecologiche sia open che laparoscopiche, comprese quelle oncologiche. Le gravidanze complicate vengono gestite in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese.
Il percorso nascita include anche corsi di preparazione al parto, organizzati in collaborazione con Pediatria e Psicologia, così come la partoanalgesia, in sinergia con l’Anestesia. I reparti di Pediatria e Neonatologia gestiscono le ricoveri urgenti e programmati e, in caso di complicanze, cooperano con l’AOU Senese, il Meyer e la Fondazione Monasterio.
Il reparto pediatrico offre anche servizi ambulatoriali specialistici, che spaziano dalla cardiologia all’endocrinologia pediatrica, dall’allergologia alla gastroenterologia, fino all’oftalmologia e alla chirurgia pediatrica. La Pediatria è un centro accreditato per la diagnosi e certificazione di pubertà precoce e malattia celiaca ed è sede del coordinamento aziendale per la bassa statura.
L’ospedale di Nottola è anche un Ospedale Amico dei bambini riconosciuto da UNICEF (BFHI).

