Linea ferroviaria Firenze-Arezzo: il treno 1874 sarà ripristinato

Linea ferroviaria Firenze-Arezzo: il treno 1874 sarà ripristinato

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Il treno 18754 Arezzo-Firenze, sospeso nei giorni feriali all’avvio del nuovo orario invernale per la manutenzione programmata di RFI, verrà ripristinato. Questa informazione, in risposta a una richiesta del assessore regionale ai trasporti Filippo Boni a seguito di numerosi reclami da parte dei cittadini, è stata comunicata da Trenitalia durante la prima riunione del Tavolo istituzionale di confronto tra la Regione Toscana, gli enti locali, Trenitalia, RFI e i pendolari della linea ferroviaria Firenze-Arezzo-Chiusi, tenutasi oggi presso l’assessorato regionale ai trasporti, con la presenza dei consiglieri regionali Roberta Casini, Matteo Zoppini e Gabriele Veneri.

L’assessore Boni, interpellato riguardo alla soppressione del treno 18754 per diverse segnalazioni da parte degli utenti, aveva recentemente richiesto a Trenitalia il ripristino del servizio; la riunione ha offerto a RFI e Trenitalia l’opportunità di annunciare di aver accolto l’istanza della Regione, quindi il treno 18754 sarà ripristinato con le stesse fermate, sebbene con una leggera modifica dell’orario (partenza da Arezzo anticipata alle 10:45 rispetto alle precedenti 11:08), per garantire la sicurezza dei lavori sulla linea e l’arrivo a Firenze Santa Maria Novella nell’orario abituale. Il treno potrebbe essere ripristinato dalla terza settimana di gennaio, e la nuova programmazione oraria sarà valida per tutto il 2026.

Tra i temi discussi durante l’incontro figuravano anche i lavori di rinnovo dei binari sulla linea storica Firenze-Arezzo, nel tratto tra Firenze Rovezzano e Incisa Valdarno, e nella stazione di San Giovanni Valdarno. L’intervento, avviato recentemente (previsione dall’8 gennaio al 28 febbraio 2026), comporterà inevitabili modifiche alla programmazione fino all’8 marzo 2026 e rallentamenti (stimati tra i 5 e i 10 minuti) per i treni regionali in transito sulle linee Firenze-Arezzo-Chiusi e Pistoia-Montevarchi. I lavori, che si svolgeranno principalmente di notte per minimizzare i disagi, prevedono il rinnovo di circa 30 km di binario con un investimento di 23 milioni di euro.

Una discussione approfondita ha riguardato anche la sostituzione del Ponte a Pino a Firenze, altro progetto di manutenzione straordinaria effettuato da RFI per la messa in sicurezza dell’infrastruttura, considerata ‘a fine vita’. Dato l’importanza strategica del ponte sia per il traffico ferroviario che per la viabilità fiorentina, i lavori di manutenzione straordinaria stanno causando significativi disagi, iniziati a fine 2025 e destinati a persistere a fasi alterne nel 2026. L’obiettivo è demolire l’attuale cavalcaferrovia e sostituirlo con una nuova infrastruttura, più sicura, comprese piste ciclopedonali.
L’intervento complessivo si estenderà fino a settembre 2026, con le fasi più critiche (rimozione del vecchio ponte e posa del nuovo impalcato) concentrate nell’estate 2026.
Gli interventi comporteranno chiusure stradali (parziali e totali, notturne e diurne), deviazioni, sensi unici e interruzioni ferroviarie (come quella tra Firenze Rifredi e Campo di Marte). Per cercare di limitare i disagi, che sono purtroppo inevitabili, sono state predisposte alcune misure, come l’aumento delle corse TPL nell’area interessata.

Si informa che la prossima fase dei lavori per la sostituzione del Ponte a Pino sarà la realizzazione di una passerella pedonale, necessaria per supportare la mobilità delle persone durante le fasi successive di lavoro; per completare questa opera sarà necessaria la sospensione totale della circolazione ferroviaria tra Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte, dalle ore 15 di sabato 24 gennaio alle ore 15 di domenica 25 gennaio.

«Con questo primo incontro dedicato alla linea aretina – ha chiarito l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni – si sta delineando un metodo innovativo, basato sulla responsabilità condivisa e sull’ascolto strutturato. Noi della Regione Toscana abbiamo deciso di mettere a confronto RFI, Trenitalia, enti locali e comitati; ciò significa riconoscere che la mobilità non è solo un tema tecnico, ma anche una questione che influisce sulla qualità della vita, sulla coesione territoriale e sulle opportunità future». «Questo spazio di discussione costante – ha aggiunto Boni – è nato per affrontare le criticità con serietà e continuità, superando la frammentazione degli interventi e creando soluzioni concrete, misurabili e sostenibili. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a un confronto costruttivo, aperto e onesto. È nel dialogo che si crea metodo, e dalla partecipazione che diventa governo dei processi, che può nascere un servizio ferroviario più efficiente, equo e vicino ai reali bisogni delle persone».

Sia i rappresentanti locali che i portavoce dei pendolari hanno ritenuto importante e utile la possibilità di un confronto diretto offerto dal tavolo. Il prossimo incontro è già programmato per il 15 aprile 2026 alle 10:30.

Fonte: Regione Toscana

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